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L’unità resta ancora
nei sogni di qualcuno

Basilicata

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POTENZA - L’unità del Pd di Basilicata rischia di restare una semplice “categoria dello spirito”. A dieci giorni dalla Direzione regionale del Partito democratico lucano - in cui è stata ufficializzata la data delle primarie per la scelta del nuovo segretario regionale, il prossimo 12 luglio - i vari tentativi per trovare un’intesa unitaria sembrano essere caduti nel vuoto.

Il triumvirato delegato dalla Direzione a trovare l’unità - che è composto da Roberto Speranza, Marcello Pittella e Vito De Filippo - non ha prodotto, almeno fino a ora, nessuna sintesi. Per lo meno nessuna sintesi che piaccia a tutti i colonnelli del Pd lucano. E quindi si va avanti ad oltranza anche se con il passare delle ore diventa sempre più complesso. Anche perchè per restare alla cronaca ai tre big (Speranza in qualità di capogruppo alla Camera dei deputati, Pittella perchè presidente della Regione e De Filippo come segretario regionale uscente) era stata concessa una settimana per trovare l’intesa. Settimana che a essere fiscali è scaduta lunedì scorso. Ma per qualche altro giorno altri tentativi verranno spesi. Non c’è dubbio.

La sensazione però è che si continua a navigare a vista. Al netto delle poche certezze che sono la data del congresso, la data della presentazione delle liste  (4 luglio) e naturalmente i tre candidati segretari in corsa e cioè Luca Braia (area Renzi), Antonio Luongo (ex area Bersani - Cuperlo) e Dino Paradiso (area Civati), tutto il resto è incerto. E qualche dubbio c’è anche sulle date: sebbene la gran parte del Pd lucano sia sostanzialmente d’accordo che o si trova l’unità oppure si va avanti divisi fino al congresso continua a rimanere vivo anche il tema di un possibile rinvio con la riapertura delle candidature. Proposta questa che è stata prima ipotizzata nella Direzione e poi dichiarata  sui social network dal presidente del consiglio regionale Piero Lacorazza. Gli unici dubbi in proposito sono quelli di capire se l’ex presidente della Provincia è davvero disponibile ad andare fino in fondo in questa battaglia e se è eventualmente isolato oppure se al suo fianco ci sarebbero altri big: i maggiori “indiziati” in tal senso sarebbero in primis Vincenzo Folino e poi lo stesso Roberto Speranza. Si vedrà.

Ad ogni modo una sorta di bozza di accordo c’è in campo. Anche se a onor del vero, non trova tutti d’accordo. Lo schema secondo cui si starebbe provando a trovare l’unità vedrebbe l’elezione a segretario regionale di Luca Braia. In tale maniera Renzi incasserebbe la segreteria della Basilicata. In questo schema Antonio Luongo andrebbe a fare il presidente del Partito democratico di Basilicata. Occupate le due postazioni apicali, sempre secondo la bozza d’intesa, ci sarebbe la nomina da parte di Marcello Pittella nella prossima giunta regionale dei due segretari provinciali uscenti e anche primi dei non eletti nelle rispettive liste provinciali del Pd: Antonello Molinari per Potenza e Pasquale Bellitti per Matera. Il quadro verrebbe completato con i segretari provinciali: a Potenza un nominativo indicato direttamente da Lacorazza mentre a Matera verrebbe eletto il terzo candidato alla segreteria regionale e cioè il civatiano Dino Paradiso.

Ma su questa intesa ci sarebbero molte resistenze tra cui quelle dello stesso Lacorazza ma anche quelle del senatore democratico (di area Renzi - Franceschini) Salvatore Margiotta. Ma non solo.

E quindi sebbene ci sia chi spinge per questa soluzione, al momento, non pare percorribile. E siccome il tempo è tiranno il rischio è che il Pd lucano sia “costretto” a svolgere le primarie vere. Con Braia, Luongo e Paradiso in una sfida all’ultimo voto. In realtà sullo sfondo (sebbene Braia sia ormai lanciatissimo come dimostra anche la lettera inviata ieri alle testate locali) c’è anche una terza ipotesi. E cioè che il Pd lucano si incarti ulteriormente per evitare il bagno di sangue e venga commissariato da Roma e quindi da Luca Lotti (braccio destro di Renzi). Non è un’ipotesi da escludere: o si trova l’unità, e si fa il congresso oppure si rischia il commissariamento fosse anche solo per la fase congressuale. Diversa la questione se tutti chiedessero un ulteriore rinvio. Ma non sembra questo il caso. Ma c’è un’altra incongnita: e se fossero i segretari di circolo a imporre un rinvio? Anche in questo caso sarebbe quasi inevitabile il commissariamento. Insomma il 12 luglio si avvicina ma il “caos” resta.

s.santoro@luedi.it

 

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