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Patto di stabilità, Pittella avvia la battaglia
«Sfiderò l'incostituzionalità, l'alternativa è morire»

Basilicata

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POTENZA - E ora basta. Marcello Pittella ricaccia l’elmetto e torna gladiatore. Mette i piedi sul tavolo e urla (non solo metaforicamente) contro il Patto di stabilità. Minaccia di infischiarsene delle regole perchè in gioco: «C’è la sopravvivenza della Basilicata». Il presidente della giunta regionale  ha convocato la conferenza stampa in tutta fretta. Senza annunciare prima quello che avrebbe detto. Ma già dall’ingresso in Regione, ieri mattina, era chiaro che non sarebbe stata la “solita” conferenza. La tensione si percepiva. E voci su una presa di posizione forte contro i paletti del “Patto di austerità” e quindi contro le regole dell’austerità imposte dall’Europa all’Italia e quindi dallo Stato alle Regioni, circolavano nei corridoi.

Poi è iniziata la conferenza. Marcello Pittella si è presentato con un foglio. Da cui ha iniziato a leggere i numeri. Impietosi. In pratica ha spiegato che la Regione è bloccata. Non può spendere i soldi che pure ci sono per le imposizioni del governo.

E così Pittella ha annunciato la decisione: «La giunta oggi pomeriggio approverà un disegno di legge per togliere le royalties dal Patto di stabilità». Pittella ha quindi aggiunto che poi (martedì) la questione sarà portata in Consiglio regionale per l’eventuale approvazione.

Insomma nel giro di qualche giorno la Basilicata potrebbe rompere la catena del Patto di stabilità.

Una decisione “importante”. Perchè la legge prevede delle multe per chi infrange il “Patto”. In pratica se venissero applicate le norme la Basilicata andrebbe in contro a un “crack annunciato”. Ma tra il «morire senza combattere e il morire in piedi», Pittella ha scelto di seguire la seconda strada. Perchè ha aggiunto: «Il rispetto ossessivo del patto di stabilità sta strangolando la Basilicata». Tecnicamente la decisione della giunta prevederebbe l’esclusione dai vincoli di spesa dei circa 166 milioni di euro all’anno che la Regione ricava dai diritti di sfruttamento dei pozzi petroliferi. Pittella non ha nascosto i problemi tra cui la più che sicura reazione del governo nazionale che potrebbe “impugnare”  come incostituzionale il ddl della giunta. Ma l’esecutivo va avanti lo stesso. Si annuncia un braccio di ferro.

Ma il governatore punta tutto su un precedente. Il governo nazionale ha già permesso alla Regione Campania di escludere dal “Patto”  gli investimenti per l'inceneritore di Acerra. Si tratta di una ottantina di milioni all’anno. E citando il precedente, Marcello Pittella ha letteralmente perso la calma e iniziato a urlare. E ci è scappata anche qualche parolaccia.

Ma guai a parlare di rottura con il governo Renzi e della trattativa avviata qualche settimana fa con il ministro Guidi sul Memorandum sul petrolio. Perchè subito il presidente della Regione ha chiarito che anche Renzi sta affrontando la stessa battaglia contro l’Europa. Nello specifico il governatore lucano ha detto di aver già chiesto colloqui con lo stesso Renzi, con il Ministro dell’Economia e con il Sottosegretario Del Rio e di aver già fissato un incontro con i parlamentari lucani. In tal senso Marcello Pittella si è detto certo di non essere solo in questa sfida e ha aperto al confronto e alla collaborazione non solo con i deputati e senatori lucani ma anche con tutte le forze politiche. Di più: il governatore ha chiesto di scendere in campo in questa battaglia per la sopravvivenza della Basilicata anche «agli intellettuali, agli scrittori, ai giornalisti e a tutti i lucani».  : «In gioco - ha  aggiunto  Pittella - è la vita di una comunità regionale, non è una questione sulla quale ci si possa dividere».

Per i numeri si è appreso che la Basilicata ha in cassa 377 milioni di euro, a cui si aggiungono circa 160 milioni. Insieme formano  un tesoretto di ben 537 milioni di euro, «sufficienti - ha sottolineato il governatore - a far fronte alle necessità, e soprattutto ai debiti, pari a circa 555 milioni di euro.

Metaforicamente è stato spiegato: «Finanziariamente, la Basilicata, ha la cassaforte piena, ma non può aprirla a causa dei lucchetti del Patto di Stabilità, per comprare il pane necessario a vivere».

Dalla questione comunque è stata esclusa la vicenda della trattativa con il governo sul Memorandum. In pratica il presidente della giunta ha spiegato che la vicenda petrolio per il riconoscimento di maggiori diritti e maggiori risorse a favore della Basilicata va avanti su altri binari. Ma è evidente che Pittella inizia ad alzare la voce anche con il governo. Ovviamente quella che si apre è una partica complicatissima dagli esiti ancora poco chiari. La palla ora passa al Consiglio e alla politica.

Intanto in serata la senatrice Emma Fattorini (eletta nella liste del Pd di Basilucata) ha dichiarato: «Il patto di stabilità è un problema che, in questo preciso momento storico, mette un freno all’economia e allo sviluppo del nostro Paese; comprendo le preoccupazioni di Pittella, governatore di una regione nella quale le problematiche del lavoro e dello sviluppo sono ancor più amplificate. La richiesta al governo di scorporo delle royalties dal patto di stabilità va presa in considerazione e discussa, è giusto che sulla Basilicata vi sia maggiore elasticità, proprio per il ruolo strategico che esercita per l’Italia. Sono disponibile a discutere per vagliare le possibili soluzioni di mediazione».

s.santoro@luedi.it

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