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L'Europa dalla A alla Z
Politiche, azioni, opportunità

Basilicata

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IL TERRITORIO EUROPEO non è particolarmente vasto, se confrontato con l’estensione degli Stati Uniti ad esempio, ma il problema delle infrastrutture è particolarmente sentito.

E quando si parla di kilometri di infrastrutture non si fa riferimento solo alle reti di trasporto (autostrade, ferrovie, ecc.), ma anche alle reti energetiche ed a quelle delle telecomunicazioni.

Con la strategia 2020, l’Unione europea punta sulle reti e sullo sviluppo delle infrastrutture su cui viaggiano merci e persone, energia e informazioni, per favorire uno sviluppo di crescita sostenibile.

 Va detto che sin dalla sua nascita l’UE ha integrato le reti nelle sue politiche ed ha dedicato fondi per sviluppare le infrastrutture, soprattutto negli ultimi vent’anni (la metropolitana di Napoli può essere un esempio); ma il cammino da affrontare per vincere la sfida è ancora lungo e la nostra zona ne è un esempio evidente.

Per questo saranno necessari investimenti nelle tre tipologie d’infrastrutture, perché le reti di trasporto sono da rinnovare, per accelerare lo spostamento sia di prodotti che di cittadini e rendere più accessibili zone che ad oggi sono difficilmente raggiungibili.

 Le reti energetiche sono da migliorare e ottimizzare, perché non possiamo continuare ad avere una dipendenza così alta da altri Paesi per l’approvvigionamento di energia.

E le reti delle telecomunicazioni sono da ammodernare e la banda larga, ad esempio, deve essere un obiettivo primario oltre che fondamentale per l’applicazione dell’agenda digitale europea.

A tal proposito, venendo all’attualità, la scorsa settimana si è tenuta la quarta edizione di un evento molto importante, che la rappresentanza in Italia della Commissione europea ha trasmesso in streaming. “Going Local Italia”, ha ospitato personalità ed enti che si occupano del digitale e Roberto Viola, vice direttore generale della DG Communication Networks Content and Technology (DG Connect) ha presieduto i lavori. Questa edizione ha focalizzato l’attenzione sul progresso dell’Italia verso gli obiettivi europei e sul contributo delle regioni, sia per quanto riguarda la banda larga che per i servizi digitali, nello sviluppo dell’Agenda Digitale.

Le riflessioni riguardavano principalmente su come migliorare la diffusione delle competenze digitali, che ad oggi sono al di sotto della media europea, per incrementare l’uso dei servizi innovativi e creare nuove occupazioni nel settore della tecnologia.

Per avere un’idea del gap, basti pensare che il 47% della popolazione europea ha competenze digitali insufficienti, mentre il 23% non ne ha nessuna.

 Il dato italiano è ancora più impietoso: l’ignoranza informatica si attesta intorno al 40%, precedendo solo la Grecia, la Bulgaria e la Romania. E’ una classifica che dobbiamo impegnarci a migliorare per raccogliere le sfide di questo secolo e non farci trovare impreparati dalla rivoluzione digitale in corso.

In chiusura, segnalo un concorso interessante: la Commissione europea chiede l’aiuto di noi cittadini per mostrare i grandi progetti che beneficiano di finanziamenti regionali dell’Unione europea.

Bisogna scattare una foto di un progetto (includendo il cartellone con le informazioni sui finanziamenti) e condividere gli scatti usando l’hashtag #EUmyRegion; si possono vincere fino a 1.000 euro in attrezzature per la fotocamera digitale ed un viaggio per due a Bruxelles.

Digitando “EU in my region” su qualsiasi motore di ricerca avrete tutte le istruzioni, altrimenti cercate sui social network della rappresentanza in Italia della Commissione europea.

Come provo a dimostrare con questa rubrica, l’Europa è molto più vicina di quanto pensiamo.

 

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