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Caro Matteo la mia è una provocazione
per riaprire il dibattito sul petrolio

Basilicata

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CARO  Matteo,

mi rivolgo a te con una lettera dal tono informale, sapendoti amico personale e politico, ma al tempo stesso leader di partito e uomo di governo attento più alla sostanza dei problemi che non alla forma con la quale essi vengono sottoposti all'attenzione del Presidente del Consiglio dei Ministri.

Per gli effetti perversi e paradossali creati dalla pedissequa applicazione di un pur giusto principio comunitario ispirato al contenimento della spesa, che però non tiene conto, nel nostro caso, di quello che dovrebbe essere ordinario buonsenso, la Basilicata, la mia Regione, si trova pericolosamente sull'orlo del baratro finanziario. Stiamo lentamente affondando sotto una montagna di debiti che pure saremmo in grado di onorare, avendo in cassa i soldi per farlo. Ma che non possiamo utilizzare a favore di imprese, famiglie, lavoratori e persone in difficoltà perché, così facendo, sforeremmo  il tetto di spesa imposto dal Patto di Stabilità Interno, col risultato di aggiungere al danno delle sanzioni economiche e normative previste in questi casi, la beffa di dover restituire allo Stato quelle risorse che sono proprie della Basilicata e che derivano, a titolo di compensazione ambientale, dalle attività estrattive del petrolio, alle quali, per il bene dell'Italia, la mia Regione non si sottrae da oltre 15 anni a questa parte.

Caro Matteo, proprio per le giuste battaglie che anche tu, nel Semestre di Presidenza italiana dell'Unione Europea, ti accingi a combattere contro una norma che rischia di creare danni maggiori dei benefici per i quali era stata introdotta, ti affido il senso di rabbia e di frustrazione della Comunità regionale lucana e della sua intera classe dirigente che da anni, invano, sta chiedendo al Ministero dell'Economia e Finanze di escludere dal conteggio del Patto di Stabilità Interno le maggiori entrate  rivenienti alla Basilicata dalle estrazioni del petrolio. Salvo poi verificare che la deroga negata alla mia Regione per quei 150-160 milioni di euro l'anno che ci vengono riconosciuti a titolo di compensazione ambientale dalle compagnie petrolifere, in Campania è stata concessa per gli introiti  di poco inferiori (90 milioni di euro)  derivanti dalla produzione di energia elettrica del Termovalorizzatore di Acerra.

Chiariamo:  le guerre tra poveri non appartengono alla nostra cultura. Anzi, come sai, io sono stato uno dei pochi Governatori meridionali, se non l'unico, ad auspicare la nascita di una sorta di macro Regione "programmatica" per superare quel gap infrastrutturale che, da sempre, frena lo sviluppo del Sud e, di conseguenza, dell'intero Paese. Ma così come è giusto riconoscere al territorio campano di poter spendere, senza lacci e laccioli, i fondi derivanti dalla produzione di energia elettrica del Termovalorizzatore di Acerra,  mi sembra a dir poco sacrosanto ed onesto concedere la stessa, identica "deroga" alla Regione Basilicata che con quanto già si estrae oggi dal suo sottosuolo contribuisce ad alleggerire per oltre il sei per cento il peso dell'intera bolletta energetica nazionale, avendo la prospettiva di raddoppiare questo contributo, senza mettere a rischio la salvaguardia della salute e dell'ambiente, ma potendo al contempo contare sul rispetto degli impegni assunti tre anni fa dal Governo italiano con la sottoscrizione di un apposito Memorandum con la Regione Basilicata. Impegni ancora recentemente ribaditi, nel corso di varie interlocuzioni nel frattempo avute, sia a Roma che a Potenza, con il Ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi.

L'ingiusta disparità di trattamento subita dalla Basilicata ha pertanto innescato in queste ore una decisa presa di posizione della Giunta regionale da me presieduta che, sono sicuro, sarà avallata dall'intero Parlamentino lucano, nel momento in cui, nei prossimi giorni, giungerà all'attenzione dell'Aula il disegno di legge regionale nel quale, facendo nostro, tra l'altro, lo stesso auspicio venuto in tal senso dalla Corte dei Conti di Basilicata, si stabilisce il principio che l'utilizzo dei fondi rivenienti dalle royalties del petrolio non incide sul tetto di spesa annuale imposto dal Patto di Stabilità Interno.

Certo, si tratta, caro Matteo, di una "provocazione" legislativa per uscire dall'ambiguità di un dibattito stagnante e paludoso nel quale stanno affondando le speranze di sviluppo della Basilicata, che pure ha risorse, idee e volontà per cogliere i risultati attesi. Salvo poi fare i conti, ripeto, con una norma che ci taglia le gambe. Non ci consente di correre come vorremmo e potremmo fare. Ma soprattutto inietta nel tessuto sociale e politico della Basilicata il subdolo veleno della sfiducia e della rassegnazione,  in uno con un pericoloso e crescente sentimento di rabbia e di protesta tra ampi strati della popolazione che potrebbe, se non arginato, mettere a rischio la tenuta sociale della Regione, facendo venir meno il ruolo decisivo che la Basilicata ha (e ancor di più potrebbe avere in un immediato futuro) nell'ambito delle politiche energetiche nazionali.

Mi auguro che la "provocazione" della mia Regione venga colta per quella che è: una disponibilità al dialogo e alla cooperazione, piuttosto che allo scontro e all'arroccamento burocratico e legislativo.

Se la Basilicata "muore" - e non potendo utilizzare i fondi delle royalties sta già morendo - l'Italia non potrà contare sull'unica Regione che, in questo momento di crisi economica, accentuata dai venti di guerra che si registrano sul fronte del gas russo e del petrolio libico e iracheno, rappresenta l'unico, reale serbatoio energetico del nostro Paese.

Io sono certo, caro Matteo, che tu e il tuo Governo non ci farete morire. Ed anzi, attraverso il lavoro avviato dal Ministro Federica Guidi e con il coinvolgimento del Ministro Pier Carlo Padoan sulle partite ancora aperte del Memorandum 2011 e del Bonus Carburanti su cui stiamo discutendo in sede di Mise con le parti economiche e sociali, potremo tutti lavorare per il bene dell'Italia, valorizzando, come merita, il contributo straordinario offerto dalla Basilicata e dai suoi abitanti.

In attesa di poterTi incontrare, possibilmente a breve, e comunque prima che giunga all'esame dei competenti organi di Governo la legge che il Consiglio regionale della Basilicata si accinge ad approvare sulla deroga al Parto di Stabilità Interno, Ti prego di accettare, con i sensi della mia stima ed amicizia, i saluti più cordiali.

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