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La disubbidienza renziana
che piace anche alla Basilicata

Basilicata

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POTENZA - C’è un chiaro parallismo tra la battaglia di Matteo Renzi in Europa e quella di Marcello Pittella in Italia. Entrambe le posizioni sono contro i vincoli dettati dall’austerità e dalla linea imposta finora all’Europa dalla cancelliera tedesca Angela Merkel. Ovviamente l’elemento curioso è che mentre Renzio chiede l’allentamento del Patto per l’Italia, lo stesso faccia, ma contro i dettami nazionali Pittella.

Insomma una sorta di cane che si morde la coda. Ad ogni modo la posizione espressa ieri dal presidente del Consiglio Matteo Renzi che ha presentato al Senato la linea italiana per i prossimi sei mesi di presidenza Ue ha entusiasmato subito Marcello Pittella che ha twittato: «Renzi alla Camera: il patto di stabilita questione nazionale ed europea. La stabilità non si ottiene senza crescita».

Ha letto in maniera positiva l’intervento di Renzi a Palazzo Madama anche il deputato lucano del Pd, VincenzoFolino che prontamente è stato ritwittato dallo stesso governatore. Il senatore democratico, Salvatore Margiotta si è invece limitato a far notare (sempre su twitter) l’entusiamo di Pittella.

Ad ogni per le questioni più specifiche Renzi ha spiegato che «per cambiare l'Italia serve cambiare anche l’Europa. Siamo a un bivio storico, l'Europa cambi o si perde. La moneta unica non basta per avere un destino comune. Aiuto sull'immigrazione o l'euro ve lo tenete voi».

Bisogna dire che lunedì comunque una apertura da parte della Merkel era arrivata con la disponibilità ad allargare le maglie del Patto di stabilità.

Renzi comunque va avanti per la propria strada e al Senato ha aggiunto: «Non vogliamo inganni e rispettiamo le regole, ma dobbiamo dire anche che o l'Europa cambia la propria direzione di marcia o non esiste possibilità di sviluppo e crescita. Senza la diminuzione della disoccupazione, se non torniamo a creare  ricchezza non ci sarà stabilità».

Insomma Renzi chiede flessibilità proprio sul Patto di stabilità che da sindaco di Firenze aveva già criticato aspramente. E ieri è tornato a ribadire: «Andiamo a Bruxelles puntando su un pacchetto di riforme puntuale, chiedendo in cambio un riconoscimento di quella flessibilità che sta dentro le regole Ue. Rispettiamo le regole, non vogliamo sforare il 3%,  ma uso dei margini già previsti». 

«Basta azzuffarci su un parametro: milioni di persone non sono morte per questo».

Ad ogni modo la partita di Renzi in Europa interessa direttamente per altre questioni anche Gianni Pittella e non solo Marcello.  Matteo Renzi lo ha fatto già intendere il Pd non vuole «poltroncine o premi di consolazione», ma punta a ottenere  una delle cinque presidenze, puntando a Federica Mogherini ministro degli Esteri Ue.

Per Gianni Pittella invece, sfumata la presidenza del Consiglio (continua a essere il presidente a interim dopo le dimissioni di Schultz e lo sarà fino al primo luglio, giorno della prima riunione plamaria) c’è la concreta possibilità della nomina a presidente del gruppo dei parlamentaru del Pse. Il nome di Gianni Pittella è in cima alla lista che ha preparato Matteo Renzi. Ma non dovrebbero esserci particolari problemi visto che anche le agenzie estere danno l’europarlamentare lucano favorito per guidare il gruppo dei socialisti europei.

sal.san.

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