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I consiglieri regionali calabresi costano 17 milioni
Molti i tagli imposti ma le cifre restano alte

Calabria

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REGGIO CALABRIA - Un bilancio monstre da quasi cento milioni di euro. In costante calo da un paio di anni a questa parte. In costante sofferenza a causa dei continui ritardi nei conferimenti da parte della Regione Calabria. Nelle pieghe di questo strumento economico, nel quale le spese per il personale superano i 34 milioni di euro, i costi per la “vita politica” dei consiglieri regionali, al consuntivo del 2013, hanno assorbito oltre 17 milioni di euro. Una cifra calata sensibilmente rispetto agli altri anni, anche per effetto delle scelte imposte dal Presidente del consiglio regionale Franco Talarico dopo l’esplosione degli scandali sulle “rimborpoli” regionali lontano dalla Calabria, ma che drena una parte importante delle rimesse che arrivano a Palazzo Campanella da Palazzo Alemanni. 

 
Anche i conti del Consiglio regionale sono finiti sotto la lente d’ingrandimento di Quirino Cervellini: l’ispettore del ministero dell’Economia e delle finanze che ha firmato la sua relazione sui bilanci della Regione Calabria. Entrando nel merito delle spese sostenute dal Consiglio regionale per i cinquanta membri del “parlamentino” calabrese si evidenzia subito un’inversione di tendenza. Dal 2008 al 2013, infatti, il peso delle indennità di carica dei consiglieri si è praticamente dimezzata. Sel nel 2008, infatti, per coprire questa voce di bilancio il Consiglio regionale era chiamato a destinare quasi sette milioni di euro. Cinque anni dopo alla stessa voce di spesa la cifra sostenuta dalle casse di Palazzo Campanella si è attestata sui 3 milioni e 400 mila euro circa. Azzerata, invece, le spese generali e rimborso mezzo proprio che, negli anni precedenti, si attestavano attorno ai 5 milioni di euro. Nel 2013, poi, è stata cancellata dalle voci nel cedolino dei consiglieri regionali quella della diaria che, sino al 2012, pesava per oltre 1 milione e 500 mila euro. Più che dimezzata, invece, la dotazione di un istituto che è entrato nel bilancio dell’Astronave nel 2011. Per l’indennità dei componenti esterni della giunta, infatti, al consuntivo 2013 erano rinvenibili poco più di 400 mila euro. 
 
 Nei due anni precedenti, invece, questa voce di spesa non era mai scesa sotto il milione di euro. Aumentata di oltre il 76%, invece, il peso della indennità per missioni che nel 2013 è stata di oltre 290 mila euro, rispetto ai 171 mila circa dell’anno precedente. Negli ultimi dodici mesi, quindi, i consiglieri regionali si sono mossi molto più di frequente sul territorio della regione e anche oltre. Praticamente cancellata anche la voce legata all’indennità di fine mandato. Al 17 dicembre dello scorso anno in bilancio sono stati iscritti poco meno di 40 mila euro. Solo l’anno precedente il costo era superiore ai 2 milioni di euro. Una sforbiciata importante, di certo una delle più consistenti imposte dall’Ufficio di presidenza. Ma se da una parte di toglie, da un’altra si continua a dare. Si attesta sui 6 milioni di euro, infatti, la spesa per il pagamento degli assegni vitalizi (cancellati per legge dalla prossima legislatura). Con l’aggiunta di nuove voci di spesa, poi, si sono attenuati i “disagi” dei consiglieri regionali calabresi. A fine 2013, infatti, il Consiglio regionale presentava nel suo bilancio la voce “Pagamento contributo autovetture componenti giunta regionale” per un importo pari a 118 mila euro e rotti. e se sono state cancellate la diaria e le spese di rimborso del proprio mezzo, per legge, sono state inserite nelle pieghe dei conti di Palazzo Campanella la voce “Spese per l’esercizio del mandato” che sfiora i 4 milioni di euro e quella che, con 500 mila euro, copre il “Contributo per il noleggio e l’esercizio autovetture per lo svolgimento delle funzioni”.

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