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Lacorazza insiste: referendum degli iscritti per la riapertura delle candidature

Basilicata

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POTENZA - E ora anche il referendum tra gli iscritti del Partito democratico per far decidere alla base se sia il caso o meno di svolgere il congresso regionale il prossimo 12 luglio.

E’ l’ultima idea - provocazione del presidente del Consiglio regionale, Piero Lacorazza che però ieri proprio in una pausa dei lavori del consiglio ha ribadito che si tratta di una cosa serissima e anche fattibile.

Insomma Lacorazza non rinuncia alla riaperura del congresso regionale del Partito democratico e quindi delle candidature. E lo fa chiedendo su Twitter; «Perché domenica non facciamo un referendum tra gli iscritti del Pd per decidere di riaprire il congresso?». E al giornalista poi spiega: se non si può fare di domenica perchè la gente va al mare si può fare tranquillamente anche lunedì. In fondo stiamo parlando di qualche migliaio di tesserati che possono andare nelle sezioni comunali e davanti a un garante dire se vogliono il congresso subito o se vogliano riaprirlo».

Ma c’è di più. Piero Lacorazza poi sulla propria bacheca di Facebook (è evidente la strategia comunicativa che punta tutto a creare dibattito sui social network) ha anche scritto: «Ieri (martedì ndr)  ad Oppido Lucano, con amministratori, segretari di circolo, iscritti del Pd abbiamo fatto una buona ed intesa discussione sulla fase congressuale del partito. Pensando al dibattito e ai numerosi interventi mi convinco ancor di più che questo congresso, con candidature a segretario regionale bloccate a febbraio, non é una buona cosa. Apriamo i termini, rompiamo ogni ipocrisia, di chi pensa che questo appello deve cadere nel vuoto con la motivazione: non c'è nulla da fare».

E il presidente del Consiglio attacca: «La motivazione, ancora più sorprendente, che colpisce é, udite udite: non possiamo darla vinta a Lacorazza. Ancora una volta non si vuole discutere la proposta ma spingere il dibattito nella direzione opposta: scegliere pro o contro le persone. Il Pd appartiene a chi lo costruisce, a chi lo vota, a chi lo anima ogni giorno.Mi sento di poter dire e chiedere: perché non si fa un referendum tra gli iscritti sulla proposta di riapertura dei termini del congresso?».

«A meno che qualcuno - scrive Lacorazza - , che vuole proprio bene al Pd, vuole il congresso il 12 luglio, proprio perché non riaprendo i termini per le candidature a segretario regionale ognuno é costretto a schierarsi soffocando definitivamente ogni spinta al cambiamento. Comunque, io vado avanti nell'ascolto e nel confronto».

Questo per il versante Lacorazza. Per il resto i giorni passano. E quelli che stanno con il candidato Luca Braia proprio non ci stanno più a sentir parlare di rinvio e riapertura. Il consigliere regionale, Vito Giuzio: «Non mi pare ci sia nemmeno più il tempo per immaginare un’altra soluzione. Stiamo già facendo le liste...». E sulle voci di un ultimo tentativo a Roma per tentare il rinvio Giuzio ha chiuso: «Non ci sono le condizioni. Non mi pare che abbiano forza e unità al loro interno (riferendosi alle altre aree interne al Pd) nemmeno per chiederlo».

Ma le voci di un possibile tentativo per rinviare il congresso a dopo l’estate magari con un passaggio commissariale e con la riapertura di tutti i termini pare ci sia. In particolare ci starebbe lavorando il capogruppo del Pd alla Camera dei deputati, Roberto Speranza. Ma non troverebbe molti alleati però nemmeno nella sua stessa componente che sostiene la candidatura alla segreteria di Antonio Luongo. Insomma si va verso lo scontro. Con Luigi Simonetti (vicesindaco di Melfi) che da parte sua assicura su Twitter: «Sto con Luongo. Sarà segretario di tutti, disinteressato a collocazioni personali e capace di mettere ordine al caos attuale».

Di diverso avviso Domenico Pittella. Il figlio di Gianni (gli ha curato l’agenda durante la scorsa campagna elettorale alle europee) ha ufficializzato la propria posizione: «Ho dato la mia disponibilità a candidarmi a sostegno di Luca Braia. segretario regionale. Voglio contribuire così a un congresso che possa essere un confronto schietto e vero. Per un Partito democratico aperto, inclusivo, coraggioso». Insomma i Pittella scendono in campo al fianco di Braia e lo fanno mettendo in lista il rampollo della dinastia. E’ una garanzia che loro non “tradiranno” il patto con Braia e Antezza.

sal.san.

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