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Pittella ce la fa
Le royalties fuori dal Patto di stabilità

Basilicata

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POTENZA - Il dado è tratto. Diventa legge regionale: le royalties del petrolio vanno fuori dal Patto di stabilità. Lo ha deciso il ieri il Consiglio regionale alla fine di un lunghissimo confronto in aula. Il disegno di legge voluto direttamente dal presidente della giunta regionale è stato approvato ieri sera in tarda serata con il voto dei partiti del centrosinistra più Udc e Forza Italia. Si astenuto invece Romaniello dela Sel mentre hanno votato contro Fratelli d’Italia e Movimento 5 stelle.

Nei dettagli si sono schierati al fianco di Pittella in quella che pare un “battaglia” appena iniziata sul piano normativo nazionale i consiglieri del Partito democratico,  di Realtà Italia (Galante) e del gruppo Pittella presidente (Bradascio per il centrosinistra e dell’Udc (Mollica) e Forza Italia (Napoli e Castelluccio) per le opposizioni.

Si è dichiarato neutrale invece Romaniello della Sel che ha chiarito: «Una cosa è la battaglia politica e rivendicare rispetto istituzionale, altra invece è illudere la gente che una proposta di legge  puó risolvere un problema cosí complesso e di natura prettamente politica. Rilanciare il tema del superamento della politica di austerity é un fatto politico e quindi come tale va assunto, mettendo in campo iniziative unitarie di mobilitazione delle popolazioni e difesa degli interessi della Regione, partendo dalla ricontrattazione degli accordi sul petrolio ed impedendo qualsiasi altra ipotesi di aumento dei barili estratti ed ampliamento delle aree di esplorazione».

Contrari invece i due consiglieri grillini, Perrino e Leggieri e l’esponente di Fratelli d’Italia che in sede di dibattito si è scontrato a più riprese con il presidente della Prima Commissione consiliare (che ha licenziato il dl), Vito Santarsiero del Pd.

Questo per i numeri. Ovviamente la questione è complessa.

Il disegno di legge è arrivato in aula quasi a sorpresa. Al punto cinque dell’ordine del giorno era prevista la relazione del governatore sugli incontri romani sul Patto di stabilità mentre al senso punto c’era un generico: atti licenziati dalle commissioni. E solo alle 18 di ieri si è compreso che quel sesto punto all’ordine del giorno altro non era che il disegno di legge della giunta sull’esclusione delle royalties del petrolio (166 milioni di euro) dai vincoli imposti dall’Europa in termini di Patto di stabilità.

C’è stata comunque la relazione iniziale del presidente della Regione che dopo aver fatto il punto della situazione su scala europea e nazionale ha spiegato: «La Regione è bloccata perché non può spendere i soldi che pure ci sono. Da qui la decisione della giunta di approvare un disegno di legge per portare fuori dal patto di stabilità i diritti di sfruttamento del petrolio lucano (circa 160 milioni di euro all'anno). Oltre a queste risorse la Basilicata ha in cassa 377 milioni di euro. In totale sono 537 milioni di euro. Si tratta di risorse sufficienti  a far fronte alle necessità e ai debiti (circa 555 milioni di euro). Per evitare che la Basilicata possa morire senza aver combattuto sui tavoli nazionali e europei con gli strumenti legislativi che le sono propri anche il Consiglio regionale deve mettere in campo la sua azione forte. Le condizioni politiche e di contesto ci sono e su questa iniziativa possono trovarci uniti. Se non facciamo ciò tutto quello che stiamo costruendo rischia di naufragare».

Insomma Pittella ha ribadito “il grido d’allarme” già anticipato la scorsa settimnana in conferenza stampa anche in Consiglio regionale chiedendo a tutti i consiglieri: «Serve una risposta per scongiurare l'insurrezione, la disperazione e la morte rassegnata. Serve una rivoluzione culturale che deve accompagnare le nostre azioni. Auspico che il Consiglio  possa trovare la quadra sul nostro disegno di legge, migliorandolo ed emendandolo».

Alla fine però c’è stata una certa condivisione delle forze politiche ma non la condivisione totale. In pratica hanno sostenuto l’idea di Pittella le forze (Udc e FI) che anche a livello nazionale dialogano con il Pd di Renzi in termini di riforme. Ma per arrivare al voto favorevole di Forza Italia è servito un approfondimento nella riunione dei capigruppo con un emendamento evidentemente voluto dallo stesso consigliere Michele Napoli che in sede di dichiarazione di voto finale ha sottolineato la necessità di proseguire nello sforzo bilaterale per portare una battaglia condivisa.

Per quanto riguarda il testo finale della legge approvata queste le parole iniziali: “Nell’esercizio dei poteri di legislazione concorrente, attribuiti alle Regioni dagli articoli 117 e 119 della Costituzione della Repubblica italiana, in materia di coordinamento della finanza pubblica, sono autorizzati, in aggiunta a quelli consentiti in attuazione dei principi sanciti dall’articolo uno, comma 448, della Legge numero 228/2012, i pagamenti effettuati a fronte di spese di investimento in conto capitale per un importo corrispondente a quello delle risorse autonome di natura né tributaria né sanzionatoria iscritte nel titolo primo delle entrate del bilancio di previsione”.

Il Consiglio regionale comunque torna a riunirsi oggi  alle ore 10 e 30, in seduta straordinaria, per effettuare le nomine di propria competenza.

s.santoro@luedi.it

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