Salta al contenuto principale

La rottura del Patto, il giorno dopo
Come andrà a finire la partita?

Basilicata

Tempo di lettura: 
3 minuti 26 secondi

 

POTENZA - Il giorno dopo si può dire e scrivere di tutto. Resta il dato: la Regione ha dato prova di andare fino in fondo alla disubbidienza contro il Patto di stabilità. Le royalties e cioè oltre 160 milioni di euro per il 2013 e parte del 2014 diventano disponibili da subito. Cioè da quando la legge approvata venerdì sera dal Consiglio regionale entrerà in vigore rispetto alla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale e poi al passaggio di 15 giorni dalla stessa pubblicazione. In questa maniera anche i dirigenti regionali avranno le mani libere per firmare gli eventuali decreti.
Poi la patata bollente passa ai livelli nazionali. Il rischio che la legge approvata dalla Regione possa essere ritenuta incostituzionale è alta. La Corte costituzionale può impugnarla. Ci sono i precedenti. L’ultimo è quello della moratoria approvato nella scorsa legislatura regionale quando De Filippo con un dispositivo di legge regionale voleva impedire alle compagnie petrolifere di fare ricerche nel sottosuolo lucano. In quel caso il governo nazionale vinse il braccio di ferro e della moratoria non se ne fece nulla.
Potrebbe accadere lo stesso anche in questo caso. Lo ha ammesso lo stesso presidente della giunta regionale Marcello Pittella durante la replica finale prima del voto dell’aula. Ma il piglio è stato diverso. Marcello Pittella promette battaglia. E quindi parla di tema petrolio a tutto tondo. Insomma dovesse essere bocciata la legge regionale che esclude royalties dal Patto potrebbe iniziare uno scontro a tutto campo su pozzi di petrolio e concessioni varie. Uno scenario durissimo. Ma la sensazione è che la partita rimanga tutta politica. Pittella insomma si sta giocando le proprie carte sapendo che questa è solo la prima mossa. E contando sulle buone relazioni romane.
Ad ogni modo il giorno dopo è il momento dei commenti alla legge. Legge come si ricorda approvata da 11 consiglieri regionali sui 15 presenti in aula. Non ci fossero state le assenze di qualcuno del Pd, di FI e di Cd il voto sarebbe stato anche più largo. Ma le questioni ragioneristiche lasciano il tempo che trovano. Sono intervenuti a chiarire le proprie posizioni diversi consiglieri regionali. Tra loro si registra l’entusiasmo di Mario Polese (Pd): «La via intrapresa è senza dubbio quella dello scontro aperto con il coraggio di chi sa e va controcorrente. Una via che Renzi sta dimostrando, in Europa, esser giusta tanto da dettare la linea e contare al tavolo europeo. Ieri in consiglio abbiamo approvato il ddl che detta misure urgenti concernenti il Patto di Stabilità interno. E' una via che non solo è risultata necessaria ma maledettamente urgente. Gli argini di manovra, purtroppo, sono strettissimi e alle imprese, i comuni, i sindaci non è rimasto più molto tempo».
I chiarimenti di Michele Napoli (Pdl): «Abbiamo dato prova che quando oltre ai muscoli prevale la proposta intelligente e con essa la condivisione, per il bene della Basilicata, la battaglia può essere comune, sempre nella distinzione di ruoli tra maggioranza ed opposizione. Per restare al metodo la strategia che intendiamo perseguire per realizzare nel nostro ordinamento una logica da federalismo fiscale rovescia quella delle precedenti giunte di centrosinistra: non più una finanza derivata bensì territori che, con le proprie risorse, finanziano e sostengono progetti di sviluppo ed infrastrutturali che altrimenti non sarebbero possibili». Critico invece Gianni Rosa (Fratelli d’Italia): «Di fatto, si è affondata la Basilicata. Facciamo finta che il Governo non impugni il disegno di legge, rectius, la legge regionale (visto che è stata approvata) e che essa non sia palesemente incostituzionale. Facciamo anche finta che, forti della nostra bella leggina, sforiamo il patto. E le sanzioni che conseguono alla violazione del patto di stabilità interno? Quelle non si possono cancellare con una legge regionale. Quindi la Basilicata, che si voleva salvare da vincoli nazionali ed europei troppo stretti, affonda, non per i vincoli, ma per le sanzioni». Silenzio “assordante” invece dai parlamentari. Anche da parte di quelli del Pd che sulla “carta” dovrebbero essere al fianco della Regione.

 

 

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?