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Potenza, il “blitz” degli sconfitti
un’ora prima dell’arrivo del sindaco

Basilicata

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POTENZA - Hanno approvato il bilancio consuntivo del Comune un’ora prima della proclamazione del nuovo sindaco. Ma a chi parla di «blitz», rispondono parlando di «un atto di responsabilità». Quanto ad appalti come quello per le pulizie negli immobili di proprietà dell’amministrazione, o all’acquisto di 28 alloggi di edilizia popolare nelle due torri di fronte alla ferriera, o ad alcuni repentini trasferimenti da un ufficio all’altro, o ancora all’assunzione di cinque nuovi vigili urbani, rinviano le responsabilità ai dirigenti. Eppure i veleni rimangono.

Si aggira nei corridoi del Municipio da qualche giorno Antonio Infantino, già responsabile del controllo strategico e di gestione del Comune, e appena incaricato da De Luca di passare al setaccio determine e documenti per fotografare in maniera quanto più realistica lo stato dei fatti, anche a costo di rovistare negli armadi e nei cassetti dei vari uffici.

L’ingegnere aveva annunciato quella che in Bocconi chiamano “due diligence” non appena si era concretizzata la sua vittoria al ballottaggio, ed è apparso subito chiaro che sarebbe potuta essere l’occasione per una resa dei conti.

Quello che invece non poteva immaginare è che gli uscenti avrebbero mantenuto la presa anche dopo il bagno elettorale, nel periodo di tempo intercorso prima del passaggio di consegne , fino all’adozione della bozza del bilancio consuntivo 2013 il giorno stesso della sua proclamazione.

L’aria insomma sembra essersi fatta subito pesante dalle parti di piazza Matteotti, e c’è chi sostiene che il passo indietro rispetto alla prospettiva iniziale di una giunta tecnica al 100% sia stata determinato proprio dall’esigenza di “blindare” l’amministrazione, piazzando degli uomini di fiducia nei gangli vitali di una macchina burocratica percepita come ostile.  

A indispettire l’ambiente attorno a De Luca sono state alcune decisioni viste come vere e proprie cambiali elettorali da onorare prima del cambio della guardia. Ad esempio l’assunzione di 5 nuovi vigili urbani, quando mancano i soldi per garantire un contratto ai membri della segreteria politica del nuovo primo cittadino, a differenza di quella del suo predecessore.

Oppure la scelta di non indire una nuova gara d’appalto per le pulizie negli immobili di proprietà del Comune stipulando una convenzione con la Consip, ossia Romeo Gestioni, che è la vincitrice del lotto che include la gran parte delle regioni del Sud Italia. Specie se a gestirlo in concreto poi diventa la ditta di un imprenditore potentino considerato vicino al Pd come quella di uno dei fratelli Auletta, che già in passato aveva subappaltato da Romeo Gestioni il contratto dell’Università della Basilicata (poi bocciato dal Tar). Mentre un altro ha appena concluso un affare milionario con il Comune piazzando 28 alloggi di edilizia popolare nelle due torri costruite a ridosso della Basentana all’altezza di Bucaletto, a un centinaio di metri in linea d’aria dai camini della Siderpotenza.

Altra questione riguarda i trasferimenti di personale all’interno del Comune, in particolare di quello distaccato nello staff dei vecchi assessori da uffici più impegnativi, con almeno un passaggio repentino a postazioni più “comode”.

Premi fedeltà o vecchi debiti regolare? Dall’altra parte, tra gli uscenti del tandem Santarsiero-Campagna, le accuse vengono rispedite al mittente e c’è chi insinua che si tratti quasi di un tentativo di precostituirsi un alibi degli entranti, rispetto ai problemi quotidiani di una gestione congestionata.

Quanto al passaggio in giunta del bilancio consuntivo il 23 giugno, pochi minuti prima della proclamazione di De Luca in Tribunale, si fa notare che soltanto due giorni prima sarebbe arrivata in Comune dal Ministero la comunicazione delle spettanze certificate del gettito Imu. 

I 5 nuovi vigili urbani? Lo scorrimento di una vecchia graduatoria deciso in autonomia dal dirigente rispettando  un piano per il personale datato 2012.

L’appalto per le pulizie? Un’altra decisione in autonomia del dirigente responsabile, mentre la giunta spingeva per una nuova gara.

L’acquisto degli alloggi nelle torri di Bucaletto? Soltanto l’esito di una gara regolare.

Certo aspettare l’insediamento del nuovo sindaco prima di firmare un atto notarile così pesante forse sarebbe stato più opportuno, invece di farlo proprio tra la fine dello scrutinio, l’8 giugno, e la sua proclamazione, il 23. Ma a quanto pare non sembra averci pensato davvero nessuno, se non a cose fatte. 

l.amato@luedi.it

 

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