Salta al contenuto principale

Fratelli d’Italia presenta la sua iniziativa
Una proposta di modifica alla legge nazionale

Basilicata

Tempo di lettura: 
4 minuti 29 secondi

 

POTENZA - Sul petrolio, da Fratelli d’Italia di Basilicata, arrivano una bocciatura e una proposta. La prima (posizione in verità già nota) è relativa al disegno di legge approvato venerdì notte in Consiglio regionale sull’esclusione delle royalty dal patto di stabilità. «Una legge chiaramente incostituzionale - sentenzia il consigliere Gianni Rosa nella conferenza convocata ad hoc - che tra qualche mese sarà dichiarata tale. E Pittella non potrà fare altro che stringersi nelle spalle così come ha fatto De Filippo per la moratoria». La proposta alternativa di Fdi, invece, prende le mosse proprio a partire dai limiti del Ddl: se quest’ultimo va contro le leggi dello Stato, Fratelli d’Italia di Basilicata supera il problema presentando una proposta di legge di modifica delle norme nazionali. Che quindi dovrebbe essere approvata in Parlamento, dopo aver avuto il via libera del Consiglio regionale. Ed è per questo che Rosa si appella alla responsabilità non solo dei colleghi d’aula ma anche di tutti i parlamentari lucani. «Il testo - precisa -  è aperto a tutti i contributi. Ma sono si tratterà di migliorie da apportare, in termini di benefici ai cittadini».

«Se Pittella ci vuole propositivi, questa è la sfida che gli lanciamo», prosegue il consigliere in conferenza stampa. Che sottolinea pure: «La nostra iniziativa ha anche un altro grande merito: tenere insieme tutta la materia che riguarda il petrolio, e non lavorare su dieci tavoli di concertazione differenti, come sta facendo il governatore, senza portare nessun risultato a casa».

E, in effetti, i punti che la proposta di legge affronta sono tanti e diversificati. Illustrati, ieri mattina, oltre che dal consigliere Rosa, anche dall’avvocato Maria Bonsera e l’ingegnere Angelo Cioè che hanno lavorato al testo. I due nodi principali che sono: aumento della royalty dal 10 al 25 per cento e blocco temporaneo - per almeno dieci anni - delle nuove concessioni di coltivazione e stoccaggio.

 La premessa è la stessa che fa base alla legge approvata venerdì in Consiglio: se la Basilicata garantisce l’80 per cento della produzione complessiva nazionale, troppo poco ha guadagnato dalle attività estrattive. Dal primo gennaio 2015, quindi - recita il primo articolo della proposta di legge che va a modificare il decreto legislativo 625 del 116 - i titolari di ciascuna concessione dovranno corrispondere un’aliquota maggiorata del 15 per cento rispetto a quella attuale. L’aliquota da corrispondere alle regioni a statuto ordinario dovrà passare dal 55 al 65 per cento. Ma nel contempo la quota ai comuni verrà abbassata dal 15 al 5 per cento. «Nonostante la riduzione - è stato sottolineato in conferenza - di tratta di una somma comunque superiore rispetto a quella attuale, visto che va calcolata sul 25% e non più sul 10». Ma proprio sul fronte dei comuni, la proposta prevede un’altra novità destinata a far discuture: «Le compensazioni economiche andranno spalmate equamente su tutto il territorio». E in proposito, il neo consigliere comunale, Alessandro Galella aggiunge: «E’ un assoluto non senso che piccoli comuni della Basilicata abbiano così tanti soldi da non sapere come spenderle, mentre la città capoluogo, a esempio, che eroga servizi a tutta la regione, sia sull’orlo del collasso economico».

La proposta di legge prevede anche monitoraggi più severi per le compagnie petrolifere, in particolare sulle quantità estratte, con i controlli  intesi come obbligo e non più come facoltà da parte dell’Unmig. Di cui viene chiesta anche l’apertura di un ufficio territoriale a Potenza.

Vanno intesi come benefici economici direttamente a vantaggio dei lucani la riduzione del prezzo della benzina alla pompa, e l’istituzione di una zona economica di fiscalità agevolata speciale. Un pò come accade in Svizzera e come si sta cercando di fare in Sicilia e Sardegna. La proposta tiene dentro anche la previsione di una anticipazione da parte della Cassa depositi e prestiti delle somme dovuto per le concessioni per le quali il pagamento delle royalty è in ritardo.

Trova spazio anche, all’articolo 8, la questione dell’esclusione delle compensazioni economiche dal patto di stabilità interno. Che però dovranno essere soggetto a un vincolo di destinazione, per evitarne il cattivo utilizzo: investimenti e non spesa ordinaria. La previsione dell’articolo è supportata da un disegno di legge parallelo che Fdi si appresta a presentare a Consiglio: la regione Basilicata dovrà destinare l’aliquota della coltivazione di idrocarburi al finanziamento di piani di sviluppo economico e all’incremento industriale. Il disegno individua anche sei assi di interventi: investimenti infrastrutturali, opere per la tutela dell’ambiente, attività di prevenzione e monitoraggio, occupazione, imprenditoria, sostegno alle libere professioni.

«Un modo - spiega ancora Rosa - per vincolare le royalty a un utilizzo più virtuoso. La legge nazionale lo prevede già. Ma sappiamo bene com’è andata in questi anni, con i proventi del petrolio che sono stati destinati a tappare i buchi della sanità a o pagare la Forestazione».  E conclude: «Ora Pittella ci dimostri che è pronto a raccogliere la sfida».

m.labanca@luedi.it

 

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?