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Il governatore incontra i parlamentari
Ma gli ex Ds lo lasciano solo

Basilicata

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AVEVA auspicato il più largo e trasversale sostegno a quella che lui stesso aveva definito «la partita per la vita della Basilicata», tradotta nella legge regionale che esclude le royalty del petrolio dal patto di stabilità interno. E invece, ieri mattina, nel previsto incontro potentino che doveva discutere anche di bonus carburante e Memorandum, il governatore Pittella si è dovuto accontentare di pochissimi parlamentari lucani accorsi al capezzale del malato. Ma la notizia non è tanto che dei 13 previsti, ci fossero solo 5 tra deputati e senatori presenti. Il peggio è che, tra gli assenti, ben 4 sono del Pd. Il primo a defilarsi è stato il capogruppo alla Camera, Roberto Speranza, che nell’autorevole ruolo ricoperto avrebbe dovuto essere la punta avanzata della squadra che prova a  spingere la causa lucana sui tavoli nazionali. Non si è presentato nemmeno il vice ministro Filippo Bubbico (che nell’immediato aveva espresso entusiasmo per l’iniziativa del governatore lucano, tradotto, venerdì scorso in legge regionale). E nemmeno la senatrice Emma Fattorini e il deputato Vincenzo Folino. Un segnale pesante nei confronti del governatore lucano, lasciato “solo” nell’iniziativa che avrebbe dovuto trovare almeno il suo partito compatto. E invece i democratici di Basilicata sull’orlo dell’ennesima crisi di nervi, completamente proiettati verso un congresso difficile e complicato, si fanno la guerra anche sulle questioni più importanti e delicate. Non è forse un caso che a sostegno della battaglia del governatore, ieri ci fossero solo i parlamentari renziani Salvatore Margiotta e Maria Antezza. Con l’eccezione del sottosegretario e segretario regionale del partito, Vito De Filippo. A prendere parte ai lavori anche senatore e deputato di Sel, Antonio Placido e Giovanni Barozzino. Oltre al deputato di Forza Italia, Cosimo Latronico.

Se sono comprensibili, invece, le assenze dei due parlamentari del Movimento 5 Stelle, Mirella Liuzzi e Vito Petrocelli che non credono in una possibile via di sviluppo lucano nel nome  del petrolio, meno lo è quella del senatore dei Popolari per l’Italia, Tito Di Maggio. Che, dopo la conferenza stampa di Pittella anche annunciava il disegno di legge, aveva dichiarato: «Su questa strada, il presidente della Giunta ci troverà sempre al suo fianco».

I parlamentari presenti hanno comunque assicurato il massimo impegno comune per portare avanti a Roma le ragioni della Basilicata. Lo stesso ha fatto il sottosegretario De Filippo che però, anche in qualità di ex governatore, molto ha spinto sulle ragioni che potrebbero far dichiarare incostituzionale la legge regionale. Stessi dubbi anche per il deputato Latronico, anche se con una nota ha precisato di condividere la ragione che muove l'iniziativa legislativa che manifesta  la speciale sofferenza della regione. Alla fine i parlmentari hanno  condiviso la proposta del sottosegretario De Filippo di costruire una strategia unitaria per una interlocuzione diretta con il governo nazionale. La delegazione intessirà i rapporti per un incontro tra il presidente della Regione, la Presidenza del Consiglio dei Ministri e i Ministeri dello Sviluppo economico e delle Finanze. «La “vertenza”  nazionale è aperta.  «Ci giochiamo la sopravvivenza stessa della nostra regione - ha commentato il governatore - Per questo chiederò loro di farne una grande battaglia condivisa, che deve vederci protagonisti a tutti i livelli». Ma il più grande segnale di debolezza  arriva proprio dal suo partito.

marlab

m.labanca@luedi.it

 

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