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Da Pittella a Pittella
«Caro Gianni, in Europa porta le istanze lucane»

Basilicata

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POTENZA - Da presidente a presidente, da Pittella a Pittella: il governatore Marcello scrive al fratello Gianni per il prestigioso incarico da capogruppo dei Socialisti e democratici a Bruxelles, e parla di Europa. «Il tuo ruolo oggi in Europa, ed il mio in questa piccola ma così speciale regione del Sud, mi portano a indirizzarti qualche riflessione» è la premessa della lettera che nasce dall’esigenza - spiega il governatore - di condividere «con la nostra gente», il messaggio. «Sono fiero di te, per i traguardi sempre più ambiziosi raggiunti solo grazie alla tenacia che hai sempre mostrato», aggiunge Marcello Pittella prima di andare al cuore delle questioni. Perché anche i lucani si chiedono dove andrà l’Europa. E il primo nodo da affrontare è come trasformare  la rabbia prima in bisogno, poi in progetto. «Una rabbia che separa anziché unire». «Quella stessa rabbia - continua - diventa l’unica reazione possibile a un patto sociale violato, a un patrimonio negato».

Al concetto di Europa - ne è convinto il governatore lucano -  va restituito valore e identità.

Fa riferimento all’intervento di Renzi ha inaugurato  il semestre di presidenza italiana al Parlamento Europeo. Un semestre che lancia la sua sfida più grande: ritrovare l’anima dell’Europa, la sua identità più vera, il senso più profondo del nostro stare insieme. «Più crescita, pur nel rispetto delle regole, e meno burocrazia, più solidarietà e meno diplomazia.  Un’Europa che torni ad essere frontiera, faro di civiltà soprattutto per chi ha smesso di crederci e si è ritratto, ritenendola un giovanile peccato di irrealismo».

E continua il suo scritto nell’analisi dei sentimenti che alimentano l’euroscetticismo: dalla speranza in un’altra Europa ma anche l’illusione di riscovare nelle ceneri il tizzone defunto dei vecchi Stati sovrani perduti o di chissà quale monolitica identità dei singoli popoli.

Quindi la certezza che «c’è bisogno di un’Italia forte in Europa come c’è bisogno di un’Italia forte per le nostre Regioni». E venendo alle questioni che negli ultimi tempi hanno interessato in maniera diretta la Basilicata:  la battaglia per applicare maggiore flessibilità al patto di stabilità interno di cui il presidente della Regione di è fatto portavoce a livello nazionale, quella per garantire un reddito minimo di inserimento e per sostenere gli ultimi e i penultimi, come quella per abbattere le percentuali drammatiche di disoccupazione giovanile sostenendo piccole e medie imprese e investimenti in innovazione e ricerca, «sono le mie e quelle del mio governo». «Ma - aggiunge - sono certo troveranno il sostegno della tua persona, oggi che sei alla guida dei socialisti e democratici europei». Poi ancora le priorità sulle politiche per gli immigrati.

«Ho imparato da te, precursore, anticipatore e innovatore nel linguaggio e nell’utilizzo di una comunicazione diretta e compreso quanto il dialogo e l’ascolto siano essenziali per l’azione di un governo che voglia farsi interprete di bisogni collettivi. L’Europa faccia lo stesso. Ci ascolti, diventi leader globale, torni a farsi comunità prima che moneta, guardi ai nostri giovani, alla loro formazione e istruzione, attui programmi innovativi e noi saremo al suo fianco.

Non c’è una sola Europa - conclude - e tu che le conosci tutte so che vorrai provare a rappresentare davvero ogni pezzo di territorio, ogni singola comunità, ogni sua ricchezza, ogni sua bellezza».

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