Salta al contenuto principale

Saltano le primarie istituzionali per la Regione
Nessuna candidatura. Stasi: «Così risparmiamo»

Calabria

Tempo di lettura: 
1 minuto 53 secondi
CATANZARO - Annunciate in pompa magna, come fossero un toccasana per la politica calabrese. Poi osteggiate per i costi esorbitanti. Quindi criticate per i tempi troppo ristretti. In realtà, nulla è accaduto. Le primarie istituzionali, approvate un mese fa, non si faranno. Nessuno ha presentato candidature prima del termine di scadenza. L'annuncio è stato dato dal Dipartimento della Presidenza della Giunta regionale, che ha reso noto che «alle dodici di oggi sono scaduti i termini, come previsto, per la presentazione di candidature, da parte di partiti e gruppi politici, alle elezioni primarie per la carica di Presidente della Regione della Calabria. L’Ufficio elettorale regionale, coordinato dal dirigente Luigi Bulotta, all’ora stabilita, non ha registrato alcuna richiesta». 
Ed allora, dopo la firma del decreto di istituzione, avvenuta lo scorso 18 giugno, con il via libera al relativo regolamento (LEGGI), tutto è tornato nelle mani dei partiti. Saranno loro a decidere se svolgere o meno elezioni primarie. Il Partito democratico ha già annunciato la data del 21 settembre (LEGGI), il centrodestra sta ancora riflettendo se utilizzare questo modo sponsorizzato da varie forze (LEGGI LA SITUAZIONE NELLA COALIZIONE)
In mezzo non è mancata anche qualche botta e risposta tra il presidente del Consiglio regionale, Francesco Talarico, e la presidente Antonella Stasi; il primo (LEGGI) aveva chiesto un rinvio dei termini di presentazione per il 4 luglio, la seconda (LEGGI) aveva replicato che l'iter non sarebbe stato interrotto. Discussione, a questo punto, apparse inutili. Le primarie istituzionali non hanno affascinato nessuno e non si faranno.
Preso atto di questo, la presidente f.f. della Regione Antonella Stasi ha commentato positivamente la notizia «in quanto – ha detto – noi abbiamo dato seguito a quanto previsto dalla legge in materia. Ma il fatto che non vi sia stata nessuna richiesta ci consente di avere un forte risparmio in termini di spesa che l’operazione elettorale, qualora fosse stata attivata, ci avrebbe costretto ad affrontare, pur nella esiguità delle nostre finanze».
Così, nei democratici e nel centrosinistra continua la corsa di preparazione, tra nuove alleanze e possibili papabili (LEGGI L'IPOTESI CANALE E IL LAVORO DI OLIVERIO), mentre il centrodestra lavora per trovare la quadratura giusta per il dopo Scopelliti. 

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?