Salta al contenuto principale

Congresso Pd
Parte l'ultima settimana

Basilicata

Tempo di lettura: 
3 minuti 9 secondi

POTENZA - Il principe di Piemonte risponde presente. Ovvero: Santarsiero riempie il teatro potentino per il rush finale di Antonio Luongo nella corsa alla segreteria regionale del Partito democratico.

E c’è stato il pienone alla kermesse congressuale voluta dal consigliere regionale a cui ha partecipato anche Erminio Restaino che ha parlato dal palco dopo lo stesso Santarsiero e Luongo.

Tanti i volti nuovi dell’ec consiglio comunale di Potenza. Tra cui in prima fila anche l’ex parlamentare Peppino Molinari.

Non ha nascosto l’orgoglio di aver riempito la sala, Santarsiero che non ha fatto sconti agli altri candidati alla segreteria regionale. In particolare a Braia: «Gli vogliamo bene ma il Pd ha bisogno di altro. Abbiamo bisogno di un partito autorevole non diviso. Non di candidati frutto di intese che non hanno nulla a ce fare con il futuro del nostro Pd».

Santarsiero quindi criticando anche le ultime nomine regionali, «non adeguate sia nella modalità e sia nel merito» ha proseguito negli affondi:  «Il Pd deve tornare a fare politica guardando la gente negli occhi. E questo lo può fare con Luongo segretario che non vuole candidarsi a nulla. Lui è un candidato a servizio per il bene del Partito democratico di Basilicata».

Santarsiero quindi prima di concludere ha chiesto alla platea uno sforzo di «mobilitazione pancia a terra» nonostante «negli ultimi 18 mesi abbiamo già affrontato ben dieci elezioni».

E’ stata la volta quindi di Erminio Restaino che non ha lesinato bordate: «Mai come questa volta il destino del Pd e il destino della Basilicata sono uniti. Non abbiamo bisogno  di chi scimmiotta Matteo Renzi perchè nessuno di noi è Renzi. Men che meno Luca Braia». E ancora: «La politica non si fa con le rivoluzioni». E quindi di fatto criticando sia Braia che il presidente della giunta regionale, Marcello Pittella, l’ex assessore Restaino ha sottolineato: «Il dovere di chi è stato eletto non è quello di fare le rivoluzione e le guerre ma di far condividere le scelte». E quindi ha concluso Restaino: «Luongo non è l’uomo degli scontri. Luongo è l’unico capace di far riacquistare credibilità politica al Pd».

Salutato da un’ovazione è salito sul palco il candidato alla segreteria regionale che prima ancora di guadagnare il microfono ha ringraziato a gran voce tutti i presenti. Poi Luongo è stato sintetico parlando una decina di minuti. Ed è subito entrato nelle questioni: «Non sono qui per parlare del libro dei sogni. Di sviluppo della Basilicata o di come ricolvere il problema dell’occupazione». E quindi ha precisato: «Questo è un congresso di partito. Il congresso del Pd. Le elezioni regionali ci sono già state. Tocca al presidente della regione provare a ricolvere i problemi. Io mi candido per curare il Pd».

E ha tuonato: «Voglio solo dire che io non mi candiderò a nulla. Vorrei che anche gli altri lo dicessero. Perchè il segretario regionale per i prossimi 5 anni deve occuparsi solo del partito». Da qui la stoccata ironica ma non tanto in potentino: «E non voglio sentire chi dice: “Sono a disposizione del Pd”. No. Io voglio sapere “tu” che pensi». E quindi riferendosi alle tante chiamate alle urne degli ultimi mesi, Luongo ha scherzato: «Visto che abbiamo fatto 10 ora facciamo 11». Poi l’attacco: «Parlano di partecipazione democratica e poi ci hanno impedito di presentare più liste a sostegno della mia candidatura. Con più liste avrei già vinto».

s.santoro@luedi.it

 

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?