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A Senise scintille
tra Braia e Lungo

Basilicata

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SENISE - I due candidati alla segreteria regionale del Pd, Antonio Luongo e Luca Braia a confronto, ieri pomeriggio a Senise, sul come ridare al partito democratico lucano unità e rappresentanza. Un incontro aperto dalla segretaria cittadina, Rossella Spagnuolo, che ha visto la partecipazione di molti amministratori dell’area e che non fa fatto mancare momenti di aspro confronto tra i due candidati in campo, e a cui hanno preso parte anche i   sottosegretario Vito De Filippo e del presidente del Consiglio regionale, Piero lacorazza. Ha parlato dell’esigenza di  partito «nuovo, diverso più aperto», che vada oltre i limiti emersi con molta chiarezza negli ultimi mesi, il candidato dell’area renziana Luca Braia. Che ha pure sottolineato la necessità di ricucire lo strappo con base ed elettori, da cui il Pd è sembrato sempre più lontano.

Mentre ha insistito su un maggiore ascolto e maggiore rappresentanza dei territorio, Antonio Luongo, che ha tuonato: «Il Pd ha bisogno di un segretario a tempo pieno. Che lavori all’unità del partito e non alla preparazione di candidature». Nella sua risposta, Braia ha replicato di non aver voglia di candidature. Ma a patto che questo non diventi un paletto futuro.

Poi ancora Luongo che ha ricordato come a differenza dello sfidante si era dichiarato disponibile a ritirare la propria candidatura, in nome dell’unità del partito. E infine l’altro affondo dell’ex parlamentare: «Non esiste un tasso di ereditarietà diretto tra Renzi e alcuni politici lucani. Renzi è segretario di tutti».

Ad accogliere i due candidati nella sede cittadina del partito la protesta pacifica di alcuni cittadini muniti di striscioni contro la realizzazione dell’opificio di rifiuti nella cittadina che ospita la diga di Montecotugno.  

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