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Ecco perché il mio Pd
è quello di Paradiso Dino

Basilicata

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IO VOTO PD, Paradiso Dino. Prima di tutto c’è la Basilicata, le sue opportunità e i suoi problemi. Non le correnti, non le rendite di posizione che servono solo alla rigenerazione  di ristretti gruppi dirigenti. E la Basilicata ci chiede un profondo rinnovamento di metodi, di politiche e di persone.

Per questo non ho dubbi su chi scegliere come segretario regionale del Pd.

Io voto Paradiso Dino perché è il candidato che più di tutti si avvicina a quello che tesserati ed elettori vogliono dal Pd. Perché non basta dichiararsi renziani per “depurarsi” da vecchie logiche. Anzi.

Dino è il più giovane, ma soprattutto è uno di quei ragazzi che hanno dato la loro passione al partito e, nel frattempo, ha dimostrato che si può scommettere sul proprio talento e coltivare i propri sogni, raggiungendo importanti risultati con le proprie forze, maturando intellettualmente e politicamente.

Io voto Paradiso Dino perché, ne sono convinto, farà le cose che servono al PD e alla Basilicata. Perché credere in una nuova politica significa saperla interpretare senza incrostazioni.

Il voto per Dino Paradiso non é un voto per chi non conosce la politica ma per un’altra politica. E’ stato così anche nel 2009, quando avemmo il coraggio di sfidare gli equilibri ed i tatticismi di sempre per eleggere un giovane, Roberto Speranza alla carica di segretario regionale. Senza quel coraggio probabilmente non avremmo oggi un lucano in uno dei posti più importanti del Parlamento italiano. Una cosa impensabile fino a qualche anno fa.

E forse più coraggio e attenzione ci sarebbero voluti anche per le primarie che hanno visto Marcello Pittella vincere per pochi voti. Non sono animato dalla ricerca di improbabili rivincite, semmai, lo ripeto, c'è da rimboccarsi le maniche per far vincere la Basilicata. E’ per questo che serve un vero rinnovamento.

Speranza vinse perché ci fu coraggio, io ho perso anche per mancanza di coraggio, per tatticismi estenuanti ed errori politici non solo miei. Ma ho mantenuto un rapporto coi territori, con gli elettori e con i militanti, fondato sull’ascolto e sul confronto. Per questo, di fronte alla prospettiva di un congresso nato male, poi rinviato per le elezioni e poi ancora riemerso improvvisamente dopo che, negli ultimi mesi, molte cose erano cambiate, avevo chiesto di riaprire i termini per le candidature e di celebrare un congresso aperto, al passo con i tempi nuovi che sono di fronte a noi.

Si é detto che non si poteva riaprire il congresso perché bisognava rispettare le regole. Bersani nel 2012 decise comunque di cambiarle per far correre Matteo Renzi alle primarie.

E poi le regole si sono rispettate nella presentazione delle liste collegate ai candidati segretari regionali?

Aldilà dei formalismi il tema é stato la difficoltà di comporre equilibri tra diverse correnti nel fare le liste.

Andiamo oltre.

In queste settimane ho speso molte energie per far parlare i nostri militanti e tesserati, per ascoltare il loro pensiero e le loro indicazioni. Ma non c’è stato il coraggio di riaprire il congresso, di misurarsi con i temi veri che abbiamo davanti e con gli enormi cambiamenti che in questi mesi sono avvenuti.

Ora, io non voglio che questo confronto molto ricco e plurale si disperda. E quindi, fra le candidature che sono in campo, voto per Dino Paradiso perché penso che questa scelta contribuisca comunque in un certo modo ad aprire il congresso, offrendo a tutti la possibilità di continuare a discutere e di guardare al futuro.

Scegliere Pd, significa stare dalla parte della Basilicata che crede in se stessa e che prova a costruire una speranza. Non ci sono rivoluzioni che possono essere fatte in solitudine. Il Presidente Pittella lo sa bene. Solo un PD capace di essere motore vero del cambiamento, capace di moltiplicare i luoghi della discussione, di avere la forza di scegliere, può fare rivoluzioni (ma anche qualche riforma non farebbe male).

Aprire il congresso significa comprendere che non siamo buoni per tutte le stagioni e soprattutto le stagioni che abbiamo alle spalle non sono il frutto del nuovo che avanza. Alle elezioni europee in Basilicata, grazie soprattutto al leale sostegno che tutti abbiamo dato a Gianni Pittella, il partito ha saputo riunirsi e superare addirittura il risultato nazionale. Ma in Basilicata è successo anche che abbiamo perso a Potenza e la lettura del voto del secondo turno e della vittoria in solitaria di De Luca, non può non farci riflettere: si è trattato di un voto anti PD?

Ecco, aprire il congresso significa entrare in questa contraddizione e capire come una forza di governo come il Pd possa rinnovare il proprio patto con gli elettori. Per farlo serve il rinnovamento.

Voglio ringraziare Dino Paradiso e i civatiani di Basilicata per essersi tolti la casacca e per aver aperto anche coloro che non hanno scelto Pippo Civati alle primarie per il segretario nazionale del partito. É un segno di maturità. Grazie per aver pensato al progetto e non alla casacca.

É bella, giovane e nuova la lista che sostiene Dino Paradiso, una lista ancorata ai territori e alle esperienze degli amministratori locali.

Possiamo farcela perché io credo nelle persone e nella libertà intellettuale di chi guarda avanti e lo fa con la consapevolezza che in gioco non c’è solo il futuro del Partito Democratico, ma dei lucani.

Per tutto questo, io voto Pd, e chiedo anche a voi di farlo.

*Presidente del Consiglio regionale

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