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L'Europa dalla A alla Z
Politiche, azioni, opportunità

Basilicata

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TRA I TEMI CHE L’EUROPA affronta e su cui dibatte, sicuramente va annoverato il lavoro (anche se non ha gran margine di manovra in quanto si tratta di un settore riservato ai governi nazionali).

Secondo gli ultimi dati di eurobarometro, ci sono ventisette milioni di europei disoccupati e tutte le istituzioni europee sono d’accordo sul fatto che bisogna abbassare questo numero preoccupante.

Ma come fare?

Già nel 2012 la Commissione europea (in particolare la Direzione Generale “occupazione, affari sociali ed inclusione”) ha lanciato il “Pacchetto occupazione”: una serie di misure per favorire la creazione di posti di lavoro nei settori del futuro.

La stima è che ci siano due milioni di posti inoccupati per mancanza di competenze nei settori dell’economia verde, dell’ICT (tecnologie dell’informazione e della comunicazione), della sanità e dell’assistenza.

Inoltre, la stessa DG, ha avviato un’Agenda europea per le nuove competenze e per l’occupazione: un’iniziativa che si propone di aiutare l'UE a raggiungere entro il 2020 l'obiettivo nel campo dell'occupazione, e cioè far sì che il 75% della popolazione in età lavorativa (fascia di età compresa tra i 20-64 anni) abbia un impiego.

 Sono previsti incentivi per imprese che assumono giovani e donne disoccupati e si punta ad accelerare le riforme per migliorare la flessibilità e sicurezza del mercato del lavoro ("flessicurezza"), a dotare le persone delle qualifiche necessarie per le professioni di oggi e domani, a migliorare la qualità degli impieghi garantendo migliori condizioni di lavoro e a migliorare i presupposti per la creazione di posti di lavoro.

Anche la “garanzia giovani” è uno strumento creato per favorire l’occupazione giovanile ed i dati già disponibili, che parlano di oltre 100.000 richieste pervenute, fotografano una realtà sociale desiderosa di mettersi in gioco.

La scorsa settimana, però, è stata segnata dall’inizio del semestre di presidenza italiana del Consiglio dell’Unione europea.

 La presidenza è assunta a turno dal primo ministro in carica negli Stati Membri, con rotazione ogni sei mesi.

Il compito di chi presiede il Consiglio è quello di pianificare e presiedere le sessioni dello stesso e le riunioni dei suoi organi preparatori e di rappresentare il Consiglio nelle relazioni con le altre istituzioni dell'Ue.

Un ruolo che Matteo Renzi sta preparando con cura, forte della legittimazione popolare ottenuta nelle ultime elezioni europee. E proprio il lavoro è un tema chiave del suo programma ed ha annunciato che dal miglioramento delle prospettive di crescita e occupazione dipenderà gran parte del futuro del processo di integrazione europea.

Altro tema che sarà al centro del semestre di presidenza sarà la vicinanza dell’Europa ai suoi cittadini: accountability, digitalizzazione, trasparenza e meno burocrazia, sono le risposte a chi chiede un’Unione più vicina alle esigenze dei cittadini.

Infine, obiettivo dichiarato è il miglioramento della politica estera dell’Europa, con lo sviluppo di “un’azione esterna che sia credibile, coerente e dotata degli strumenti necessari per affrontare le sfide globali e regionali” si legge sul sito ufficiale del semestre di presidenza. “La Presidenza sosterrà negoziati bilaterali commerciali e sugli investimenti con i partner strategici e le economie emergenti, come quelle asiatiche che saranno al centro del vertice ASEM (Asian and Europe meeting) del 16-17 ottobre”.

 La comunicazione del semestre europeo sarà coadiuvata da hashtag ufficiali, differenziati per settore, di cui scriverò lunedì prossimo.

Per restare informati, il sito del semestre di presidenza è www.italia2014.eu.

 

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