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Intervista a Michele Napoli
«Fondi Europei, Santarsiero da che pulpito parla»

Basilicata

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POTENZA - Certo, «l’esclusione delle royalties dal saldo finanziario ai fini del patto di stabilità risponde a una esigenza incontrovertibile». Fin qui, la premessa. Poi, però, spiega Michele Napoli (FI), c’è bisogno di una riflessione su come la Basilicata stia affrontando la sfida. Senza dimenticare che in tempi di dibattito sulla spesa, la Regione ha un appuntamento importante anche con la programmazione dei fondi europei 2014-2020. Pochi giorni fa, in un’intervista al Quotidiano, il presidente della prima commissione consiliare Vito Santarsiero aveva denunciato: un fallimento la programmazione 2007-2013, un’occasione mancata la prossima, che arriva a imporsi come emergenza senza dibattito. Napoli prova a fare il punto, e aggiunge punti di vista.

Lei è nella commissione che ha modificato la legge regionale su royalty e patto di stabilità: come è andata?

«Il ddl della Giunta presentava una indubbia criticità. Chiedere lo scorporo delle royalties del petrolio dal atto di stabilità interno per fare spesa corrente era una assurdità, significava rivivere un film già visto. Con l’emendamento da me proposto, sottoscritto dal Roberto Cifarelli (Pd) e da Franco Mollica (Udc) e fatto proprio dal consiglio regionale, Forza Italia ha voluto fosse sancito un principio: le royalties devono essere destinate esclusivamente per spese di investimento e mai più per fare fronte alla spesa corrente e, ancor peggio, a quella improduttiva».

È una questione di metodo?

«È un ragionamento che prospetta un utilizzo delle risorse in funzione di riforme di carattere strutturale, in grado di incidere sui problemi strutturali del territorio lucano. Le sembra che Renzi chieda a Bruxelles maggiore flessibilità sulla regola del 3% del disavanzo pubblico in cambio di spese correnti?»

Quanto è distante la bozza presentata dalla giunta dal testo passato in consiglio?

«Una distanza notevolissima. Fare spesa corrente, magari per continuare a sostenere i costi di un sistema pubblico regionale sovradimensionato, significa  pensare al presente secondo una dimensione di esclusiva sopravvivenza o convenienza politica. Fare spesa in conto capitale, finanziando infrastrutture, ricerca, innovazione o politiche attive del lavoro, significa pensare al futuro».

Crede questa  legge sia una strada azzardata e sbagliata?

«Sebbene avvocato, non mi associo a quanti, dall’uomo della strada al fine costituzionalista, sollevano dubbi sulla legittimità costituzionale del disegno di legge. Certo, non nascondo i dubbi circa profili di incostituzionalità. Ma credo sia stato utile riportare l’attenzione su un aspetto fondamentale per le prospettive di crescita della nostra regione».

A proposito di investimenti, Santarsiero bacchetta la Regione: la programmazione scade il 20 luglio e non se ne è ancora parlato. Ritardo irrecuperabile?

«Spero proprio di no. Certo i tempi sono strettissimi ed è davvero un peccato. Senza un confronto dialettico anche le menti più fervide, e con esse i progetti migliori, tendono inesorabilmente a inaridirsi. Ma è fuor di dubbio che ai fondi comunitari derivanti dalla nuova programmazione 2014-2020, insieme ai proventi delle estrazioni petrolifere, sono fondamentali per le nostre prospettive di crescita economica e di inclusione sociale».

La crescita dipende dal pubblico?

«Vede, quando una sfavorevole congiuntura economica perdura, la ripresa non può prescindere dalla spesa pubblica produttiva. Aprire un dibattito su questi temi, dal quale possano scaturire progettualità alternative è utile tanto agli sciamani, che pensano di essere in possesso della ricetta infallibile, quanto agli apocalittici, che pensano che non c’è più niente da fare».

L’ex sindaco di Potenza dice che il ciclo di spesa 2007-2013 è stato un fallimento. È d’accordo?

«Mi verrebbe da dire “da quale pulpito viene la predica”. Il novello costituzionalista ed esperto in tema di progettazione e gestione dei fondi europei dimentica forse che fino a qualche giorno fa è stato sindaco di Potenza e, in tale veste, è stato destinatario di ingenti risorse provenienti dalla programmazione europea 2007-2013. Penso ai Pisus (Progetti integrati di sviluppo urbano sostenibile), ovvero all’asse V del Po Fers 2007-2013 che assegnava alle due città capoluogo ben 74 milioni di euro. Sa quante di queste risorse risultano essere state spese al 31 dicembre 2011? Nemmeno un centesimo».

Fece discutere la rimodulazione...

«La conseguenza di questa acclarata incapacità è stata la decisione dei rappresentanti della Commissione europea di decurtare le risorse destinate alle due città di ben 42 milioni di euro, portando l’ammontare delle stesse a 32 milioni di euro. Bene, di questi 32, i due sindaci, tra aprile 2012 e aprile di quest’anno, sono riusciti a spender solo l’8%. Insomma, del fallimento Santarsiero è uno degli artefici e sono i documenti ufficiali del ministero dell’Economia e dell’Autorità di gestione dei fondi europei a evidenziarlo».

E adesso come si recupera?

«Evitando la spesa pubblica improduttiva. Il problema della Basilicata sulla spesa dei fondi strutturali europei non è quello della quantità di spesa, ma quello della qualità di spesa. Anche qui sono i numeri a decretarlo. La programmazione 2007-2013 ha assegnato alla Basilicata più di un miliardo di euro, con una capacità di spesa superiore al 60% sul Fesr e al 70% sul Fse. Nonostante ciò dal 2008 il Pil regionale si è contratto di quasi 14 punti percentuali».

Dove si inceppa il meccanismo?

«Mi si consentirà di sostenere che i fondi europei vanno utilizzati per l’ammodernamento delle infrastrutture, per l’innovazione, per la ricerca. In modo nuovo, sulla scorta di un diverso modello di sviluppo della Basilicata. Attraverso la cooperazione reale tra istituti di ricerca pubblici e privati e imprese. Favorendo sinergie tra le diverse politiche pubbliche in tema di energia e ambiente; favorendo le aggregazioni di imprese per superare la notevole frammentazione dimensionale del nostro tessuto produttivo che è un gap nell’era della competitività».

s.lorusso@luedi.it

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