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La presidenza della discordia
Polemiche dopo la mancata elezione di Petrone

Basilicata

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IL GRAN rifiuto da parte del centrosinistra di “accettare” i voti degli avversari sulla “presidenza Petrone”, ha lasciato i suoi strascichi polemici. E non poteva essere altrimenti.

Il paradosso tutto politico  consumato nella prima seduta ha di fatto consegnato un “assaggio” di ciò che potrà essere l’assise comunale quando si dovranno prendere decisioni importanti. Il day after, se vogliamo, ha esacerbato ancora di più gli animi con Giampiero Iudicello da una parte e il consigliere regionale Gianni Rosa dall’altra, che hanno voluto “spiegare” le ragioni dell’una e dell’altra compagine politica.

Il segretario cittadino del Pd si è servito di Facebook per ribadire il concetto.

«Per chi fa finta di non capire o non conosce bene cosa è accaduto in Consiglio Comunale - spiega - va detto che Petrone è il candidato del Centro sinistra e lo voterà il Centro sinistra quando saranno necessari solo i 24 voti».

«Farlo eleggere - riprende Iudicello - con i voti della destra sa tanto di inciucio. E noi siamo contro la campagna acquisti di chi vuole difendere De Luca senza maggioranza. Niente inciuci, lo ha sempre detto anche De Luca quando ha presentato autonomamente la sua Giunta, ognuno fa la sua parte. Petrone era presente e ha votato scheda bianca anche lui».

Insomma: sì incondizionato a Petrone, ma a patto che sia eletto con i “soli” voti del centrosinistra.

A stretto giro di boa ha risposto il leader regionale di Fratelli D’Italia il quale nel «riconoscere il merito, la professionalità e l’impegno dell’avvocato Petrone e appoggiare la sua elezione a Presidente del Consiglio comunale» rivendica il fatto che «il centro destra vota compatto in favore dell’ex candidato sindaco del centrosinistra».

«Il nuovo modo di fare politica del centrodestra, - riprende Rosa nella sua disamina - in cui si da rilievo al merito e all’impegno, forse è cosa troppo insolita (anche se così non dovrebbe essere) e non viene digerito dal centrosinistra che non vota il proprio candidato».

Da qui la stoccata ai democratici. «Se fosse vero - aggiunge - che il Pd non ha votato perché vuole che Petrone venga eletto con i soli voti della sinistra, si avrebbe la conferma che la politica e le istituzioni rappresentano, per questi signori, solo strumenti di potere».

«La sinistra - continua il consigliere regionale - dimentica che il Presidente del Consiglio è una figura di garanzia, indirizzata al corretto funzionamento dell’istituzione ed è, quindi, del tutto neutrale».

Detto questo il consigliere regionale Rosa conferma che «il centrodestra continuerà a votare Petrone. Verrà eletto quasi all’unanimità. Dovrebbe essere una grande soddisfazione per l’interessato e per i partiti che lo sostengono. E invece no. La sinistra vuole la conferma di avere la maggioranza. Ma ci chiediamo: non basta contarsi in Aula per averne contezza? No. Deve avere la prova provata. Non fa niente se la figura dell’avvocato Petrone ne esce ancora più maltrattata».

Conclude: «Intanto, i ‘San Tommaso’ di casa nostra, così facendo, ripropongono i soliti giochini che gli elettori di Potenza hanno dimostrato di non tollerare più. Meno male che bisognava “cambiare verso”. A questo punto, l’unica cosa che auspichiamo è che i cittadini seguano attentamente tutto quello che accade nel Palazzo di Città, affinché possano valutare dai fatti chi, ponendosi in maniera costruttiva, agisce per il bene di Potenza e chi tutela solo i propri interessi».

Ci troviamo quindi di fronte a un paradosso che presto potrebbe avere il suo punto di incontro.

Alla terza votazione, quando basteranno i due terzi del consiglio per eleggere il presidente, entrambi gli schieramenti - se nel frattempo non avranno cambiano idea - voteranno per Petrone.

 E allora i “princìpi” saranno salvi, ma si sarà perso del tempo prezioso, soprattutto in questa prima fase dell’azione amministrativa, che forse poteva essere speso in modo diverso.

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