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Potenza, spauracchio bilancio
Alla prova di consuntivo e previsionale

Basilicata

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POTENZA - «Va bene è difficile, ma vorremmo spiegare davvero che c’è tanto da fare di buono». Lo ha ripetuto più volte in queste ore il vicesindaco Bellettieri. A chiunque chiedesse: ma è davvero così grave? Sì, è grave la situazione del Comune. Lo aveva ripetuto spesso anche l’amministrazione precedente: debito storico, casse vuote, tagli centrali. Ma quello che la nuova amministrazione De Luca si prepara ad affrontare è un ulteriore ostacolo nella corsa al via libera dei libri contabili.

Nel mettere mano ai conti del Comune - nelle prossime settimane il consiglio dovrà votare il bilancio consuntivo - è emerso un disavanzo molto importante, di diversi milioni di euro. Si tratta di una cifra legata a uno squilibrio tra le spese previste ed effettuate e le entrate, spesso inesigibili. Basti pensare, per esempio, a crediti vantati dall’ente nei confronti di società in liquidazione, oppure rispetto al recupero di cartelle esattoriali che difficilmente saranno devolute. Il susseguirsi di questo squilibrio ha portato negli anni ad accumulare il disavanzo che ora pesa tutto sul bilancio consuntivo.

Spetterà agli organi di controllo contabile ministeriali stabilire quanto grave sia il conto, che situazione genererà sull’ente e in che modo poi sarà credibile la strada per riequilibrare (per esempio con un piano di rientro). Il lavoro di queste ore a Palazzo di Città è tutto un lavorio sulle cifre, pensando a servizi, comunità, categorie.

Nel dibattitto politico della campagna elettorale si è spesso affacciato lo spettro del dissesto: timore che non ha mai abbandonato la città. E se riaccadesse come nel 1995, quando la città fu commissariata? In realtà, in queste ore - fanno sapere da Palazzo di città - un’intera squadra è al lavoro per costruire un bilancio di previsione (quello che seguirà il bilancio consuntivo) capace di restituire una prospettiva meno gravosa nei conti potentini.

Lo slittamento del termine di consegna del bilancio di previsione al 30 settembre - così come sembra sia intenzionato a fare il Viminale - potrebbe concedere tempo utile per lavorare.

È questo quello a cui si riferisce il vicesindaco Bellettieri: senza negare la gravità della situazione, riequilibrare i conti, mettere mani al bilancio, per la nuova amministrazione significa anche poter cambiare, progettare, scovare sprechi, recuperare risorse. «Eccola la prospettiva positiva».

C’è poi la chiamata alla responsabilità collettiva che riguarda soprattutto, nell’immediato, il consiglio: la maggioranza in aula è del centrosinistra, opposizione all’esecutivo di De Luca.

«Bisogna recuperare il tempo perduto per affrontare i tanti problemi della città», scriveva ieri in una nota Francesco Fanelli (FI). 

Decisamente più critico il sindaco di Melfi, Livio Valvano, che riferendosi ai conti del capoluogo ancora una volta, in un comunicato, ha sottolineato «l’egoismo» del capoluogo.

«Non si può continuare a chiedere a tutti i lucani di farsi carico degli sprechi e della cattiva gestione di una città che si è dimostrata incapace di valorizzare la rendita di posizione regalata dalla presenza di tutto l’apparato statale, regionale e provinciale - ha scritto in un comunicato -. Non possiamo più permetterci di mantenere in vita la città della spesa pubblica, caricata sul resto della Basilicata umile e laboriosa».

L’appello è diretto al sindaco di Potenza: «Il neo eletto Sindaco De Luca ha il dovere di “rovesciare il banco”, di far emergere nella sua pienezza le responsabilità che devono essere affrontate per quelle che sono.

Nessun ulteriore contributo può essere addossato sulle spalle della Regione e dei lucani. Smettiamola di pensare che l’esuberanza della città capoluogo possa essere scaricata ancora sui lucani».

sa.lo.

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