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Ma quanto vale il capoluogo?
Santarsiero zittisce il sindaco di Melfi

Basilicata

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POTENZA - Si dice “sconcertato” Vito Santarsiero. Un po’ perché quelle dichiarazioni contro chi ha amministrato il capoluogo arrivano da un alleato di coalizione. Un po’ perché a farle è Livio Valvano, che di Melfi è il sindaco. Insomma, proprio da un amministratore che sa quanta fatica costi gestire territori e comunità non accetta la reprimenda.

«Non è più possibile accettare questo livello di contaminazione che la città di Potenza continua a diffondere sulla Basilicata», aveva scritto Valvano denunciando l’incapacità della città capoluogo di rispondere alla difficoltà economiche con una politica equilibrata. «Smettiamola di pensare che l’esuberanza della città capoluogo possa essere scaricata ancora sui lucani».

Santarsiero ha replicato. «Valvano - ha scritto l’ex sindaco di Potenza, oggi consigliere regionale del Pd - pone in maniera assolutamente impropria questioni che possono solo aprire a populismi e divisioni. In questo momento non ne abbiamo proprio bisogno».

Ecco che torna il dibattito su Potenza, sul suo ruolo di capoluogo e il rapporto di prevaricazione/dipendenza con la regione. Appuntamento fisso ad ogni scadenza di bilancio, nel continuo rinvio di richieste di aiuto e dialogo tra i vari livelli istituzionali. «La città da sola non ce la fa, distribuisce servizi a tutto il territorio, accoglie e paga anche per 50.000 pendolari ogni giorno». Ma poi: «La difficoltà non è mica tutta colpa del debito ereditato con il dissesto. Che cosa ne è della cattiva gestione? Chi paga?». E così via. A capo non se ne viene, non per ora.

«Con il consuntivo di bilancio alle porte e un previsionale che fa parecchia paura, l’amministrazione De Luca ha da tempo avviato i colloqui con viale Verrastro per recuperare il sostegno economico necessario ed evitare il default. «È un problema che riguarda tutti, non solo la città», ha detto il sindaco più volte, facendo appello alla collaborazione e alla consapevolezza che il ruolo di capoluogo pesa in costi per servizi più dei contributi e delle voci di bilancio tarate sul dato demografico.

Ma quanto vale il ruolo di capoluogo? Negli ultimi tempi se lo sono chiesto spesso in casa Pd. Perché è su questo tema che si è costruito un pezzo della campagna elettorale alle comunali, terminata con la sconfitta al ballottaggio e l’ascesa di un sindaco sostenuto dal centrodestra.

IeriPotenza è stata scelta come sede di chiusura delle campagne congressuali da due dei candidati alla segreteria Pd, Antonio Luongo e Luca Braia. Per quest’ultimo si è fermato sul palco del teatro Stabile anil presidente della Regione Marcello Pittella. Il governatore ha sostenuto Braia da subito, affiancandolo in diverse tappe e non ha perso certo quella che conta di più, per peso politico e numerico. Non si era mai fatto vedere a Potenza quando in corsa c’era l’aspirante sindaco targato centrosinistra, Luigi Petrone, sconfitto poi da De Luca al ballottaggio. Lo hanno fatto notare in parecchi in casa dem.

È evidente che Potenza è un pezzo grosso della partita politica interna al Pd, ma anche lo spazio di relazioni politiche complesse che - puntando l’occhio al Comune e alle vicende amministrative - riguardano anche relazioni istituzionali esterne al partito.

«Una classe dirigente responsabile e capace di guardare al futuro in una crisi sociale così profonda e con le piccole Regioni, compresa la nostra, messe in discussione, lavora per la unità dei territori e contro ogni forma di divisione e contrapposizione tra le Comunità», aggiungeva ieri Santarsiero. Al segretario lucano del Psi spiegava di «considerare la Città di Melfi uno dei punti di forza della Regione e la Comunità melfitana una Comunità di grande qualità e meritevole di ogni rispetto ed attenzione per storia e cultura». Così, «in un momento di grave crisi degli enti locali del nostro Paese che colpisce in maniera ancor più acuta i Comuni, porre in modo così superficiale e strumentale le criticità della Città di Potenza, significa avere visioni corte e non aiutare i processi unitari e di crescita dei nostri Comuni». La promessa è che a viale Verrastro «il centro sinistra lucano lavorerà  per rafforzare i territori e per favorire una crescita omogenea e diffusa lontana da ogni forma di divisione e contrapposizione». Cercando di trovare un equilibrio, di volta in volta, su quanto conti e che cosa rappresenti la città di Potenza.

s.lorusso@luedi.it

 

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