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«Se siamo riusciti noi con quel contesto economico, certo, tu farai meglio»

Basilicata

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PER carità, «non scopriamo certo oggi che il Comune di Potenza è senza soldi», ma parlare di dafault proprio no, «ché quel fantasma è stato sempre richiamato, ma poi il tempo è stato galantuomo e il dissesto non si è verificato».
Caro sindaco, allora, ti scrivo.
Lo fa Federico Pace che, con una lettera aperta a Dario De Luca, entra dibattito che sta accompagnando, ancora una volta, l’appuntamento con i conti del Comune. Tra pochi giorni arriverà in aula il conto consuntivo, poi toccherà al bilancio previsionale.
L’amministrazione De Luca ha fatto sapere che alla già difficile e nota situazione di conti, si è aggiunta la scoperta di un disavanzo di almeno 15 milioni di euro.
«Tanto per cominciare - scrive l’ex assessore al Bilancio del Comune - i bilanci del comune non nascondono nulla, sono sempre stati chiari, puliti, super trasparenti, hanno sempre passato i rigorosi controlli esterni. E il bilancio consuntivo è il secondo rendiconto fatto secondo le nuove regole dell’armonizzazione contabile e chiude con un disavanzo (ben altra cosa rispetto ad un “buco”) di circa 14 milioni di euro». Scrive rivolgendosi direttamente al sindaco: «Sai che, applicando le vecchie regole contabili questo stesso consuntivo avrebbe chiuso con un avanzo di 73 milioni di euro?».
Pace ne approfitta per raccontare un po’ che cosa è stato - dice - essere il titolare delle delega al bilancio negli anni passati. «Devo confidarti che sei stato più fortunato di chi ti ha preceduto: avrai il primo consuntivo della storia recente che non riconosce nessun debito fuori bilancio, noi ne abbiamo riconosciuti per 26 milioni».
Se non bastasse, la sfida: «Portalo pure al ministero dell’Interno, lì ci conoscono da quattro anni e cioè da quando abbiamo coraggiosamente aderito alla sperimentazione contabile».
A proposito di fortune, aggiunge, l’amministrazione De Luca potrà goderne diverse. Così elencate: il decreto legge che sblocca altri 6 miliardi di pagamenti e che chiuderà tutti i crediti dei Comuni italiani al 31 dicembre 2013; la garanzia dello Stato alle banche; i rimborsi dello Stato per le spese di funzionamento del Palazzo di giustizia per circa 6 milioni «e che gravano pari pari proprio su qui quattordici milioni di disavanzo dell’anno scorso: residui in parte cancellati perché non speravamo più che arrivassero e che invece ti troverai in avanzo quest’anno».
Quindi, «se siamo riusciti noi a non far collassare i servizi e a non paralizzare la città, a pagare sempre puntualmente gli stipendi dei dipendenti comunali e dei dipendenti dei servizi esternalizzati, con tanta pazienza, buon senso e duro lavoro, riuscirai a fare anche meglio».
Certo, in arrivo ancora un taglio dello Stato per 2 milioni di euro. «Tuttavia non serve gridare aiuto alla Regione, alla quale non abbiamo mai chiesto l’elemosina - aggiunge Pace - Abbiamo invece chiesto ed ottenuto dalla Regione un riconoscimento politico di un ruolo, il ruolo di città capoluogo di Regione, città centro erogatore di servizi».
Con un ultimo richiamo alla polemica sollevata da Livio Valvano, su “Potenza ingorda”. Ne ha anche per il sindaco di Melfi: «Dico solo che l'accorpamento del tribunale di Melfi a Potenza ha prodotto per il Comune oltre 300 mila euro di spese di trasferimento». Le spese di gestione delle funzioni giudiziarie graveranno sulle tasche dei potentini per oltre 500 mila euro all’anno.
sa.lo.

 

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