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Si riapre la partita in casa Pd
Al via le trattative per la segreteria

Basilicata

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«STACCO per qualche ora», giusto il tempo di riflettere, prima di ripartire. Ché appena chiusi i seggi e vidimati i risultati del primo turno delle primarie democratiche, c’è da mettersi a lavorare, discutere, trattare per arrivare all’assemblea che eleggerà - questa volta a maggioranza sui cento delegati -  il segretario regionale del Pd. E Luca Braia vuole continuare a stare dentro la partita. Primo per risultato alle primarie aperte, ma non abbastanza avanti da essere incoronato segretario nella notte dello spoglio. L’ex assessore regionale si è fermato al 42,69% delle preferenze: «Un risultato strepitoso - ha scritto ringraziando tutti sui diversi account, prima di silenziarsi per un po’. Dopo il gran discutere, dibattere e camminare per la Basilicata, tutti e tre i candidati alla segreteria si sono presi uno spazio di pausa. Tanto da oggi già si ricomincia.

«Un risultato straordinario, grazie a tutti», ha twittato Dino Paradiso. In corsa coi civatiani ha affidato a un paio di punti esclamativi il sorriso migliore a disposizione. Mica male quel quasi 17 per cento che lo rende determinante nella scelta in assemblea. C’è poco da stare a precisare, gli fa sponda il suo main sponsor, Piero Lacorazza. «I numeri sono numeri - ha twittato il presidente del consiglio regionale - Un’impresa riuscita. Abbiamo riaperto il congresso Pd. Il valore politico del risultato é molto importante. Grazie». Il valore politico è anche la possibilità di diventare il peso della scelta, lo scarto della trattativa.

«Il risultato del congresso Pd chiama tutti ad una grande responsabilità - ha fatto eco il consigliere regionale Vito Santarsiero - Avesse vinto un candidato con oltre il 50% ci saremmo trovati dinanzi ad una scelta chiara, accettata da tutti e a un mandato preciso per governare il partito». Ma Braia, fa notare tra le righe l’ex sindaco di Potenza, non ha staccato di misura Antonio Luongo. L’ex deputato (che con Santarsiero era sostenuto da gran parte della dirigenza storica del Pd) è arrivato al 40,65%. «Con il risultato uscito dalle urne - ha così scritto il consigliere - la cosa più sciocca è immaginare scontri e divisioni in assemblea, o accordi ad excludendum». La via? «Siamo chiamati a una grande responsabilità, rinunciare tutti a qualche ambizione, trovare soluzioni unitarie, garantire un governo autorevole e riconosciuto del partito, garantire la sua autonomia e nel contempo l’azione di sostegno per l’amministrazione regionale. Ci riusciremo?».

Facile prevedere che le prossime ore saranno dedicate a colloqui, richieste, strategie e compensazioni, forse promesse e ricerca di soluzioni, più o meno unitarie, per questo Pd che alle primarie aperte ci è arrivato ancora una volta contandosi, misurando la forza delle aree interne.

L’appuntamento con l’assemblea dovrebbe essere tra un paio di settimane. Fino ad allora si moltiplicheranno dichiarazioni, segnali, richiami più o meno espliciti, colloqui silenziosi.

Ieri, però, giusto un po’ di pausa.

«Con solo 3 ore di sonno» dopo la notte dello spoglio elettorale, Braia si è congedato dai simpatizzanti raccontando un pezzeto di giornata. «Sono stato per qualche ora con il mio grande papà Sandrino» che ha una prova da superare. «Ora rifletto su quello che è stato, su quello che è e soprattutto su quello che sarà. In fondo la vita è meravigliosa e va vissuta totalmente sempre al massimo».

Niente racconto per Antonio Luongo, decisamente meno abituato a esternare pensiero e stati d’animo. Però chi era nella sede del partito, sabato sera, giura che a urne chiuse avesse il sorriso più sereno di sempre.

s.lorusso@luedi.it

 

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