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Primarie Pd
Il Vulture Melfese sceglie Luongo

Basilicata

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IL VULTURE MELFESE ha dato un segnale preciso sull’elezione del segretario. Luongo è di gran lunga il più votato, ma sorprendono – sotto un certo punto di vista – da una parte la “frenata” di Braia (rispetto alle primarie per la scelta del presidente della giunta) dall'altra l'affermazione in alcuni paesi del lacorazziano Dino Paradiso. È il caso, per esempio di Rapone e San Fele. Nel primo comune, guidato Felicetta Lorenzo, Paradiso ha sbaragliato la concorrenza. Su 409 votanti hanno dato la loro preferenza al giovane democratico ben 307 simpatizzanti, quasi il 75 per cento dei votanti. Caso simile, ma non nelle proporzioni, è rappresentato da San Fele governato dal democratico di vecchio corso Donato Sperduto. Paradiso ha ottenuto oltre il 50 per cento dei suffragi: 330 voti su 619.

Cosa diversa è successa nei grandi centri della zona. A Melfi, Venosa, Rionero e Lavello non c’è stata partita. Troppo forte il fronte di Luongo che ha fatto man bassa dei suffragi. Venosa ne è l'emblema. Su 1.410 votanti ben 768 hanno scelto l’ex parlamentare. Dunque oltre il 50 per cento. Braia si attesta a 596, le briciole (46 voti) a Paradiso. Il raffronto con le primarie per la scelta del presidente della Regione è d’obbligo. E un dato oggettivo salta già all'occhio. Se nel 2013 avevano votato poco più di 1.000 cittadini, sabato scorso si sono recati alle urne 400 persone in più. «Un dato che ci riempe di orgoglio – ci ha detto il neosegretario di sezione Luigi Russo – soprattutto se si pensa che siamo in piena estate».

Buona affermazione dell’ex parlamentare anche a Melfi. Ha preso molti voti (676), un po’ di più di quelli che prese Lacorazza (600) nel 2013. Sale il fronte “pittelliano”. Si è passati infatti dai 205 delle “presidenziali” ai 418 di questa tornata. «La netta affermazione di Antonio Luongo – ha detto l’assessore di Melfi Luigi Simonetti - è testimonianza del valore dell'uomo e della forte richiesta di buona politica, che va oltre gli slogan e la deriva comunicativa». Interessante il dato di Rionero. Luogo ha vinto dove aveva “fallito” (politicamente parlando) Lacorazza nel 2013. Nella città di Giustino Fortunato, in pochi avrebbero scommesso in una sua vittoria (se pur di misura). Nelle precedenti primarie era uscito con le ossa rotte dal confronto con Pittella il quale lo aveva letteralmente doppiato (473 contro i 212). Sabato invece a Braia sono andati meno voti della consultazione precendete (346), ma ha dovuto “subire” il sorpasso della concorrenza  attestata sui 395 voti. Un successo dovuto anche al nuovo segretario di sezione Antonio Schirò. «Ritengo che il Pd debba ritornare a fare politica – ha esordito – Ero contrario alle primarie aperte perchè così facendo, si sarebbe sminuito il valore degli organi del partito. Alla luce del risultato sono molto soddisfatto perchè ho sostenuto Luongo che, ripeto, ritengo possa essere il segretario di tutti». A Lavello il dato più eclatante non è la vittoria di Luongo, ma l'emorragia di votanti. In rapporto alla popolazione è il paese dove si è votato di meno. C'è da dire che c'è stato un significativo incremento rispetto alle “presidenziali”. Si è passati infatti dai 380 del 2013 ai 574 di sabato. Ma ci si aspettava di più da una piccola città con quasi 14.000 abitanti, guidato – per giunta - da un sindaco democratico. Lo scrutinio ha promosso Luongo con 416 voti e ha bocciato senza appello il candidato pittelliano (solo 42 voti contro i 165 del governatore del 2013) superato anche dal lacorazziano Paradiso con 113 suffragi.

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