Salta al contenuto principale

Difficile equilibrio potentino
Altolà al temuto effetto valanga

Basilicata

Tempo di lettura: 
2 minuti 48 secondi

POTENZA - C’è un pezzo importante del Pd di Potenza che esce rafforzato dal risultato delle primarie.

La dirigenza storica ha fatto blocco su Antonio Luongo, dando l’altolà (per seicento voti)  alla temuta valanga Braia. L’ex assessore regionale ha dalla sua, invece, il presidente della Regione. A Potenza hanno tenuto insieme il comizio finale della campagna per le primarie, e il governatore si è regalato parecchio ai simpatizzanti potentini. Pittella non si era mai fatto vedere nel capoluogo durante la campagna elettorale per le amministrative, quelle in cui il candidato sindaco del centrosinistra, Luigi Petrone, è stato sconfitto al ballottaggio da Dario De Luca, oggi sindaco sostenuto dal centrodestra. Evidentemente, per la scelta del segretario, Potenza cambia valore. E portata.

A Potenza la relazione tra le anime del Pd pesa sempre su tanti fronti. Lo fa anche rispetto al complicatissimo equilibrio istituzionale che c’è a Palazzo di città.

La maggioranza in consiglio comunale è del centrosinistra, con il Pd a poter contare sul gruppo più numeroso. La coalizione che ha sostenuto l’avvocato Petrone si oppone però al governo cittadino, di segno opposto (nonostante il profilo tecnico che De Luca ha voluto assegnare all’esecutivo, l’estrazione di gran parte degli assessori è chiaramente di centrodestra).

In questo contesto si inserisce il dialogo che il sindaco sta intavolando con la Regione - e direttamente con Pittella - sui finanziamenti al Comune. Il capoluogo è in cerca di un sostegno economico ai conti in rosso.

Il dialogo, però, serve anche in aula: salvo una cifra importante e improvviso di malpancisti tra gli avversari, il centrodestra non ha numeri per approvare in autonomia qualunque provvedimento.

Il centrodestra non ha fatto mistero di vedere in Braia il profilo di cambiamento rispetto «al sistema di potere» radicato nelle esperienze locali della dirigenza democratica che, invece, sosteneva Luongo.

Il risultato delle primarie su Potenza città (1065 voti per Braia, 1692 voti per Luongo, 320 voti per Paradiso) rafforza in queste ore quel pezzo di Pd che forse proprio nel ballottaggio delle amministrative non si era mostrato così compatto e impegnato, lasciando spazio al ribaltone del secondo turno delle amministrative.

È indicativo anche il dato raccolto da Paradiso: l’ex presidente della Provincia Lacorazza, sponsor principale del civatiano, nel capoluogo non è riuscito a confermare precedenti risultati.

Tra i banchi di area democratica del consiglio comunale di Potenza si mescolano provenienze e legami politici diversi: qualcuno più vicino a Pittella (e al suo consigliere regionale di riferimento su Potenza, Mario Polese), qualcuno più vicino all’ex governatore De Filippo, qualcuno ancora che nasce nel gruppo dei parlamentari Folino e Speranza. E poi un pezzo di società civile, un altro di esperienza cattolica, ancora nomi di ritorno.

Lo sforzo è quello di raccontarsi in modo unitario (al momento la prima votazione per l’elezione del presidente del consiglio ha visto il blocco compatto). Ma casa dem a Potenza è un melting pot di riferimenti.

Il congresso sarà un nuovo appuntamento in cui il partito testerà equilibri e rapporti di forza. Chissà se con abbastanza responsabilità per far reggere il gruppo cittadino, in quel complicatissimo equilibrio tra le parti che c’è a Palazzo di Città.

sa.lo.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?