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Appello dell’ex consigliere Prinzi
dopo l’SOS dissesto lanciato da Valluzzi

Basilicata

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CHIAMA in causa direttamente la Regione l’ex consigliere provinciale Vittorio Prinzi. Al centro della sua disamina non vi è il destino dell’Ente in quanto istituzione, ma dei servizi essenziali che la “vecchia” Provincia garantiva. «C'è uno strumento concreto ed efficace per rispondere all’ Sos di Nicola Valluzzi sull'emergenza finanziaria: il Consiglio Regionale nella sessione comunitaria definirà la programmazione dei fondi Ue per il sessennio 2014-2020. Bene: se il destinto della Provincia è segnato, non sia segnato il destino di importanti servizi da garantire ai cittadini, nei settori dei trasporti, dell'edilizia scolastica e del funzionamento delle scuole superiori nel nuovo anno scolastico, dei Centri per l'Impiego, dell'ambiente e dello smaltimento dei rifiuti, della viabilità». E aggiunge. «Questo significa che la nuova Provincia, quale organo istituzionale affidato agli amministratori comunali, deve continuare ad esercitare funzioni e compiti nell'interesse delle nostre comunità locali». Prinzi, nella sua nota, fa anche un bilancio della sua attività da consigliere. «Quasi presagendo ciò che sarebbe accaduto, i primi provvedimenti assunti dalla Giunta e dal Consiglio furono rivolti proprio alla riduzione della spesa politica e a definire un rapporto più dinamico e proficuo con il territorio e più dialettico con la Regione». Lo sforzo dell’Ente di ridurre i costi, non ha portato nel tempo gli effetti sperati vista la legge che ne decreta la sostanziale soppressione. «In questi ultimi anni, sempre più privo di risorse per la spesa corrente, l’Ente è riuscito, nonostante tutti i vincoli posti dal patto di stabilità, a realizzare o a programmare solo interventi con fondi straordinari, già precedentemente stanziati», rivendica orgoglioso Prinzi. E anche se  «dico subito che la riforma delle Province andava senza alcun dubbio perseguita» «ho l’impressione che, dopo la demagogica campagna sui costi della politica, in cui le Province hanno fatto da “capro espiatorio”, e l’accanimento nel ridurle allo stremo, a voler ribadire la loro “inutilità”, rimarrà tutto come prima». L’unica eccezione sono i Consigli provinciali : ad oggi l’unica cosa certa è l’abolizione dei Consigli Provinciali. Le future assemblee infatti «saranno costituite da pochi (dodici per tutta la Provincia di Potenza) rappresentanti “nominati”  tra i sindaci e i consiglieri comunali, con il compito di gestire alcune delle funzioni attualmente in capo alle Amministrazioni  Provinciali. Ma con quali fondi e per quali servizi? E che ne sarà del personale? E, inoltre, potranno venti consiglieri regionali, eletti prevalentemente in realtà “cittadine”, esprimere adeguatamente le istanze di territori eterogenei e complessi presenti nella nostra regione? Non sarebbe stato meglio un Consiglio Provinciale, ridotto di numero ma eletto direttamente dai cittadini?» Domande che al momento non hanno risposte. «Provo l’amarezza - conclude Prinzi - di vedere scomparire con la Provincia un tassello storico e sicuro del nostro sistema democratico ed apparire all’orizzonte una democrazia sempre più fiacca, che allontanerà ancora di più i cittadini dalla politica».

 

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