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Primarie del Pd
La quiete dopo la tempesta

Basilicata

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POTENZA - Luongo e i suoi continuano a pensare che solo “Antonio” può mettere tutti d’accordo. Non la vede così Braia e i suoi con in testa Marcello Pittella che iniziano a tuonare sulla necessità di non disconoscere il risultato popolare che ha visto comunque l’ex assessore aggiudicarsi la corsa con oltre mille voti di vantaggio. In tutto questo Paradiso “riflette” e si gode il risultato in attesa magari di diventare quello che decide.

Ma tutto sotto traccia o quasi. Perchè dopo la grande “sbornia” elettorale di sabato e domenica per le Primarie del Pd ieri è stata una giornata di riflessione. Di calcolo. Insomma una sorta di “caos calmo”. Perchè è chiaro che il Partito democratico di Basilicata non ha ancora un segretario. Nonostante i 55 mila circa che sabato scorso hanno fatto la fila, versato due euro, e votato per uno dei tre candidati segretari.

Ma non è bastato. Nessuno ha superato la barriera del 50 per cento che era richiesta dalle regole per la consacrazione popolare. Tutto è rinviato alla prima riunione dell’assemblea regionale.  E non è nemmeno chiaro quando si riunirà per la prima volta. Il presidente del Consiglio regionale, Piero Lacorazza, fosse solo per lui, sposterebbe la data a dopo l’estate delle feste in piazza. A settembre quindi. Ovviamente bisogna vedere cosa ne pensano gli altri.

Ad ogni modo passata qualche ora ricomincerà la “battaglia”. Probabilmente si attendono i risultati ufficiali e l’assegnazione dei seggi (articolo dettagliato nella pagina a lato ndr). Poi in una maniera o nell’altra bisognerà procedere.

E che si rischi uno stallo è abbastanza chiaro. Alla vigilia con un pò di superficialità in molti facevano presagire che qualora Luica Braia non fosse arrivato al 50 per cento i civatiani guidati dal ticket Paradiso - Lacorazza avrebbero spostato armi e bagagli nel campo di Luongo. Ma poi a risultato chiuso è emerso che non è tutto così scontato. C’è cautela. La stessa proposta di Lacorazza a prendere tempo è il chiaro segnale che c’è da ragionare. Ma la sensazione è che si potrebbe aprire uno scontro duro. L’ennesimo. Perchè i pittelliani non ci pensano proprio a essere superati per accordi interni. E a rafforzare le loro convinzioni c’è il precedente di Speranza che venne eletto in Assemblea perchè vincitore anche se di poco alle primarie popolari del 2009.

In questo si riportano le parole di Braia stesso che ha commentato l’analisi post primarie di Pittella: «Abbiamo una responsabilità straordinaria in più da oggi. Quella attribuita anche dagli oltre 55000 cittadini che hanno voluto partecipare a questa straordinaria festa democratica che sono state le primarie aperte di questo estivo 12 Luglio 2014. Ho 23.000 Ottimi motivi in più per sostenere il cambiamento nel Pd e sostenere quello della Regione Basilicata che insieme ad un partito rinnovato e leale edrai sapremo compiere per il bene esclusivo della nostra comunità. Grazie  a tutti coloro che ci hanno dato fiducia e che credono nel rinnovamento del Pd.  Non dobbiamo deluderli».

Per quanto riguarda l’area politica vicina a Paradiso ci sono le parole di uno dei suoi principali sostenitori e cioè l’ex presidente del Consiglio regionale, Vincenzo Santochirico: «Il risultato delle primarie per la segreteria del Partito democratico che si sono appena svolte in Basilicata ci consegnano una speranza sincera, non strettamente legata alla presunta vittoria o successo di qualche candidato. Questo sentimento deriva dal modo in cui si è affermata la candidatura di Dino Paradiso».

Santochirico quindi chiarisce: «Dino Paradiso è stato il candidato non di una corrente, né di un apparato o un sistema di potere, né di clan desiderosi di "liberare la Basilicata" (forse dal loro stesso sistema di governo). In particolare, in provincia di Matera si sono mossi a suo sostegno persone per lo più senza cariche e senza scranno: qualche geometra, qualche impiegato o avvocato. Persone che hanno accettato la competizione impari, a "mani nude", portando avanti semplicemente delle idee, e affidandole a Dino. Nessuna battaglia di corrente o di apparato; nessuna rivoluzione o guerra di liberazione; nessun populismo o restaurazione». Nessuno riferimento chiaro tranne quello della luce delle idee da parte di Santochirico a eventuali scelte in assemblea.

s.santoro@luedi.it

 

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