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Primarie Pd
Ad Anzi pugni e calci per entrare al seggio

Basilicata

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ANZI - Il gruppo consiliare al Comune,  “Amo Anzi” ha inviato una nota molto polemica nei confronti del metodo utilizzato sabato scorso per lo svolgimento delle Primarie. A seguire il testo della lettera: 

«In occasione delle consultazioni   aperte del congresso regionale del Partito democratico, nel seggio  del Comune di Anzi, in piazza Dante Alighieri, si è assistito, lungo tutto l’arco  del tempo in cui sarebbe stato possibile votare, ad un grave insulto alla democrazia ed al pluralismo.

A molti cittadini anzesi è stato proibito l’ingresso al seggio, altri sono stati “cacciati”, gli è stato impedito di votare e sostenere la propria linea politica, solo in quanto non coincidente con quella dei fratelli Ippia ed Ipparco. Tutto ciò solo perché gli espulsi, nelle scorse elezioni  amministrative, forse,  non hanno sostenuto il vecchio sistema.

Come se un cittadino non possa essere libero di scindere il livello di voto locale da quello regionale, nazionale ed Europeo. E sì, perché ad Anzi  essere del Pd significa votare per i fratelli Ippia ed Ipparco, ora l’uno ora l’altro. Ma c’è di più: indagini personali sul credo politico, spintoni, sputi, graffi, morsi... tutto ciò in dispregio delle regole minime di democrazia e di civiltà e con un grave grado di miopia politica. Purtroppo alla fine si è reso necessario interessare della questione la forza pubblica.

L’intervento del Pd regionale, volto a fare chiarezza  sulle possibilità  di partecipazione  al voto anche dei simpatizzanti del partito, non è servito a fermare i sedicenti rappresentanti del “vero” Pd, i quali, fregandosene di tutto e di tutti, hanno continuato imperterriti con l’ invettiva e la gogna pubblica e mediatica , convinti di essere i soli  ad avere il diritto di scegliere la linea politica del partito. Non è questo di Anzi il vero Pd, questo ne è solo un’ appendice malridotta e fatiscente.

Una pagina buia  per l’intera Basilicata, un tentativo maldestro di guidare le penne e chiudere le bocche. Le vecchie e nuove dittature, con i loro metodi intimidatori, possono solo rallentare l’ondata spontanea della “Rivoluzione democratica”, ma non sono riuscite, né  mai vi riusciranno, ad arrestarlo. 

Sarebbe stato, poi, interessante poter  vedere le carte di identità degli oltre 350 votanti.

Un appello  al nostro presidente: difendiamo insieme  la democrazia, la libertà, il pluralismo. Diamo alle nuove generazioni gli strumenti di pace, non quelli dell’invettiva e della violenza, formiamo dei ragazzi in grado di esprimere liberamente le proprie idee, non abbiamo bisogno di sudditi del potere, ma di menti libere e aperte al confronto.

In conclusione l’augurio di una nuova stagione che dia spazio agli intellettualmente liberi e onesti. 

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