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Potenza, nuovo consiglio comunale
L’aula sceglie (forse) il presidente

Basilicata

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POTENZA - L’apputamento è ancora una volta in aula, a via Nazario Sauro. È tra i banchi del consiglio comunale che oggi pomeriggio dovrebbe ripetersi il rituale dell’elezione del presidente. Il centrosinistra ha il proprio copione già pronto. Ma non è detto che il centrodestra voglia lasciar correre strategie legate a quello che è il paradosso numerico del Comune capoluogo. Maggioranza in aula tutta al centrosinistra, governo al sindaco sostenuto dal centrodestra.

Il centrosinistra continua a voler eleggere sullo scranno di garanzia l’avvocato Luigi Petrone, che con la coalizione ha corso da candidato sindaco, perdendo poi al ballottaggio. Ma i numeri presenti in aula non consentono al gruppo di poter eleggere l’avvocato in autonomia, almeno per le prime due votazioni, quelle in cui lo Statuto richiede i voti di tre quarti dell’aula. Far passare la nomina di Petrone anche grazie ai voti del centrodestra «avrebbe il sapore dell’inciucio», hanno spiegato da più parti in questi giorni i consiglieri del centrosinistra. Soprattutto, la coalizione non vuole dare troppa corda agli avversari, non  dopo la nomina della giunta da parte di De Luca, in cui ci sono assessori di chiara estrazione politica nel centrodestra. «In un contesto così delicato, con una maggioranza in aula diversa da quella in esecutivo - hanno ripetuto in via ufficiale più volte - ci saremo aspettati da De Luca scelte meno radicali e più concilianti».

Insomma, se di collaborazione c’è bisogno, segnare il confine politico del governo - hanno lasciato intendere - non è stata una mossa di apertura. Anche perchè sarà comunque difficile per il centrodestra far passare in solitaria qualunque provvedimento, salvo importanti passaggi di schieramento, forti defezioni o un vasto accoglimento dell’invito alla collaborazione.

È in questo clima che si svolgerà la votazione per il presidente. Il centrosinistra dovrebbe votare scheda bianca al primo tentativo (che risulterà il secondo in generale, dopo la fumata bianca dello scorso martedì), per poi indicare Petrone dal tentativo successivo, quando basteranno le schede di due terzi dell’aula e il centrodestra non sarebbe determinante.

Ma non è detto che gli avversari osserveranno senza fronteggiare la strategia. Oggi, prima di rivedersi in aula, consiglieri e segretari delle sigle dello schieramento che ha sostenuto De Luca e altri pezzi dell’opposizione si potrebbero riunire per capire il da farsi.

Nel frattempo i lavori del consiglio saranno coordinati dal presidente pro tempore, Giampiero Iudicello (con il maggiore numero dei voti in assoluto è il «consigliere anziano»).

Alle varie sigle in questi giorni anche il compito di pensare alla definizione dei gruppi consiliari che vanno insediati. Non saranno pochi:  la geografia politica emersa dalle urne ha portato in aula ben 15 gruppi, molti dei quali composti da uno, al massimo due consiglieri. Tra i candidati al ruolo di sindaco, Michele Cannizzaro ha scelto di entrare nel gruppo della lista civica “Liberiamo la città” che ha eletto anche Mario Guarente.

Il Pd, in fase congressuale, sta facendo una riflessione complessiva su varie postazioni politiche, non solo della città di Potenza: è in questo ragionamento che si inserirà la scelta del capogruppo. Al momento sembra che la nomina possa ricadere su Iudicello o sul capogruppo uscente, Gianpaolo Carretta.

Sarà Gianluca Meccariello, invece, il capogruppo di Insieme si cambia, tra i gruppi più numerosi del centrosinistra.

Il capogruppo di Potenza Condivisa sarà Felice Scarano; Roberto Falotico, che con quella sigla era stato candidato sindaco terrà invece il coordinamento dell’intergruppo tra le forze che lo hanno sostenuto, compresa Realtà Italia.

 

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