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Congresso Pd tutto in alto mare
Ma Pittella e Lacorazza si parlano e si confrontano

Basilicata

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POTENZA - Non ci sono novità di giornata sul congresso regionale del Pd lucano. Le parti continuano ad annusarsi. Ma è evidente che dietro la manifesta serenità in casa Pd stiano covando le fiamme.

Ovviamente non mancano le indiscrezioni. La prima è che il rinvio a settembre proposto da Piero Lacorazza non piace ad Antonio Luongo che vuole chiudere la partita al più presto. Nemmeno a Braia l’ipotesi di attendere sembra piacere. Per questo entro fine mese la prima riunione dovrebbe celebrarsi. Il punto è come? Perchè appare evidente che dopo aver svolto le Primarie con oltre 50 mila votanti il Pd dei big una soluzione la deve trovare. Il tema è politico. A meno di non volersi suicidare. Per tanto le voci che hanno circolato nelle scorse ore di una quarta via (cioè un segretario scelto fuori dal trio che si è sfidato alle primarie di sabato scorso) sono fuorvianti. Il segretario deve essere uno dei tre. Non c’è dubbio. A meno che le parti davvero non riescano  a partorire nessuna soluzione e con l’assemblea che non decide (servono almeno 51 voti su 100 dei delegati eletti) si potrebbe aprire lo spauracchio di una fase commissariale. Ma dopo aver chiamato i lucani alle urne sarebbe una soluzione disastrosa per la credibilità della stessa classe dirigente che guida il Pd.

A quattro giorni dal voto però non si intravedono piattaforme di intesa. Perchè al netto di Paradiso che è arrivato terzo con il 17 per cento circa i primi due sembrano essere fermi ognuno alle proprie “verità”. Braia da parte sua essendo arrivato primo si sente legittimato per volontà popolare. Luongo invece continua a ritenersi l’unico in grado di garantire l’unità delle classi dirigenti. Ma su quali basi programmatiche non si è compreso. Una soluzione magari potrebbe essere quella di una sorta di reggenza a tempo. Ma lo stesso Luongo, da quanto si apprende dalle fonti, non vuol sentir parlare di una segreteria regionale di transizione. Questo ovviamente per le indiscrezioni perchè ufficialmente dopo sabato sera da parte di Luongo non c’è stata nessuna dichiarazione.

E in questo quadro è difficile immaginare un accordo tra il primo e il secondo. Anche se il precedente con Speranza pesa e non poco e lo sanno bene anche quelli che oggi spingono per Luongo ma che 5 anni fa promettevano ferro e fuoco se non fosse stato rispettato il volere popolare delle Primarie. Detto questo c’è sempre il tema terzo incomodo. Con i numeri alla mano (e cioè 17 delegati) Dino Paradiso e quindi Piero Lacorazza potrebbe decidere accordandosi con Luongo oppure Braia di propria iniziativa il nome del prossimo segretario regionale. In tal senso dagli ambienti vicino a Braia fanno sapere che qualora Lacorazza scegliesse Luongo sono pronti a fare la parte della minoranza senza sconti. Ma non sembra una strada percorribile. Lacorazza difficilmente farà un passo indietro tornando sui propri passi riabbracciando congressualmente parlando, Luongo, Folino e De Filippo. Addirittura più semplice, in una logica di rinnovamento, un accordo Lacorazza  - Pittella. Ma non si sa come sarebbe presa la cosa da Salvatore Margiotta che con l’ingresso di Lacorazza potrebbe anche decidere di fare il percoso inverso con i suoi 11 delegati per non restare troppo schiacciato in un campo che diventerebbe affollato anche in ottica prossime elezioni politiche. Ovviamente siamo sul piano delle ipotesi e dei “sussurri”. Di concreto c’è il silenzio di Luongo e l’ansia di Braia. Il resto è tutto da costruire ancora con Lacorazza e Paradiso che concretamente aspettano di ascoltare quali siano le basi programmatiche di un eventuale accordo.

s.santoro@luedi.it

 

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