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Pd ancora bloccato
Continua la lunga attesa

Basilicata

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Va così nel Pd lucano: c’è da attendere per il nuovo segretario regionale. Ennesima giornata interlocutoria per il Partito democratico di Basilicata. Si muovono i fedelissimi con interlocuzioni trasversali ma la situazione non si sblocca. E si continua ancora ad attendere l’ufficializzazione degli eletti nell’assemblea regionale  che dovrà di fatto decidere, nella prima riunione - che tra l’altro ancora non si sa quando si svolgerà -  il nome del segretario. La riunione della Commissione regionale di garanzia per il congresso che si doveva svolgere ieri è stata rinviata a oggi. Non è una riunione da poco. La Commissione deve decidere infatti  sui cento delegati: da quanto trapela la divisione dovrebbe vedere Braia con 42 delegati, Luongo con 41 e Paradiso con 17. Ma fin quando non ci sarà la certificazione dei dati delle Primarie di sabato scorso si prosegue con l’ufficiosità. C’è poi sempre il tema dei ricorsi presentati da Paradiso: il primo sul dato di Campomaggiore dove il seggio è rimasto aperto solo tre ore dove Paradiso chiede che il voto venga completamente annullato, il secondo sul caso del Comune di Lagonegro dove sono state contestate 20 schede e il terzo sul Comune di Salandra dove pare che il presidente del seggio, il sindaco in carica, alle scorse elezioni abbia corso contro il Pd stesso.

E fin quando non verrà presa una decisione è ovvio che i conti per l’assegnazione dei seggi nell’assemblea non possono essere effettuati con precisione. In tutto questo  c’è la novità di giornata: Antonio Luongo (che alle primarie è arrivato secondo alle spalle di Luca Braia e davanti a Dino Paradiso) ha convocato per domani una riunione al Principe di Piemonte con tutti i propri sostenitori. Da quanto si è appreso oltre al rituale dei ringraziamenti l’aspirante segretario regionale vuol confrontarsi con tutti i suoi per mettere in piedi la strategia per puntare alla leadership del partito.

Ma dall’altro lato i sostenitori di Braia, insistono per Braia segretario. Come scrive il renziano della prima ora, Mauro Basso: «La gente ha scelto il rinnovamento “renziano” con Braia segretario. Finalmente ci siamo lasciati il congresso regionale del Pd lucano alle spalle. O forse no. Le primarie aperte non hanno sancito ancora il verdetto sul segretario. Il dato rilevante è quello che nessuno ha raggiunto e superato il 50 % dei consensi. Anzi c'è stato “quasi” un pareggio tra i maggiori competitor di questo congresso. Quasi pareggio, appunto. Perché un vincitore con una maggioranza relativa c'è stato. Con uno scarto di più di 1000 voti. La gente ha premiato quel vento di cambiamento che Luca Braia porta dietro di se, quel cambiamento che a livello nazionale sta inequivocabilmente contraddistinguendo la politica di Matteo Renzi. Quel nuovo modo di fare politica, che non bada solo a dinamiche prettamente partitiche, legate strettamente a gerarchie di partito, a tesseramento e dinamiche politiche al chiuso delle stanze. Luca Braia è stato il più votato perché rappresenta quella politica fatta in mezzo alla gente, che dialoga con il mondo associazionistico, che si apre alla società civile, che preferisce la piazza alle stanze chiuse. Diciamo la verità,  la questione del 50% delle preferenze è una vera assurdità concepita in questi termini. Non è accettabile che dopo aver preso la maggioranza relativa, si possa poi dar spazio a eventuali accordi che sovvertano il voto popolare, oltretutto creando un pericoloso precedente. Già in passato accadde, all'allora candidato Speranza, di non raggiungere la maggioranza assoluta, salvo poi garantire e legittimare la volontà popolare eleggendo in assemblea proprio lo stesso Speranza a segretario regionale. Oggi come ieri la volontà dei tesserati e simpatizzanti del Pd deve stare avanti a tutto, anche a eventuali accordi di convenienza».

Insomma il rischio “scontro” è sempre altissimo.

s.santoro@luedi.it

 

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