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Il bilancio arriva in consiglio
Conti in rosso e riequilibrio

Basilicata

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POTENZA - Comincia dal ribadire di non aver ancora chiesto soldi «ancora a nessuno». Certo, poi è chiaro - lo ha detto pubblicamente, lo ripeterà pubblicamente - crede sia giusto assegnare alla città di Potenza un sostegno economico per le funzioni di capoluogo.

Con il presidente Pittella in persona, però, no, ancora non ha parlato. Anche per questo Dario De Luca si dice un po’ stupito, persino un po’ «dispiaciuto» del gran caos che sta nascendo attorno al finanziamento (più che altro sperato, e da più parti) alle casse comunali.

«Davvero, non credo ci sia campanile che tenga», dice il sindaco di Potenza. «È un dato di fatto che dovrebbe essere accettato da tutti, non solo dalla Regione come istituzione, ma proprio dalla comunità». E per l’ennesima volta, come accaduto anche ai predecessori, si trova a spiegare perchè non si tratta di sopraffazione del capoluogo, della città che fagocita tutto. «Solo un diritto dei potentini che ogni giorno ospitano e pagano per servizi resi, tra rifiuti, passaggio su strade, illuminazione, manutenzione, trasporti».

Dallo Stato arriva un contributo calcolato sulla popolazione residente, ma quella effettiva, a Potenza, ogni giorno quasi raddoppia, con circa 50 mila pendolari in ingresso per scuola, lavoro, servizi sanitari, motivi di giustizia. In altri territori della Basilicata non è così forte lo scompenso numerico. Per questo De Luca non comprende come si possa mettere a base della polemica un simile contesto.

Solo ieri ancora un altro amministratore ha detto la sua con toni critici contro l’eventuale contributo di viale Verrastro ai conti potentini.

«L’idea della Regione di concedere al solo Comune di Potenza un certo numero di milioni di euro, risulta discriminatorio nei confronti di tutti gli altri Comuni che, al pari di Potenza, non dispongono delle somme necessarie per assicurare tutti i servizi ai cittadini», ha scritto in una nota il sindaco di Ferrandina Saverio D’Amelio.  «Il presidente della Regione Marcello Pittella nella sua riconosciuta sensibilità, sono certo che eviterà tale ingiustificata e inaccettabile discriminazione».

Potenza «spende e organizza per una comunità molto più ampia di quella cittadina», ribadisce De Luca. Ma polemica no, spiega, non vuole farne. Un po’ perché non gli è congeniale, un po’ perché davvero in queste ore la sua amministrazione sta mettendo mano al bilancio consuntivo che lunedì sarà in aula. I consiglieri comunali stanno studiando carte e documenti prima del dibattito. Il sindaco e l’assessore Martoccia, con una squadra di legali e tecnici, stanno cercando la soluzione migliore per un piano di rientro credibile, che possa ottenere il via libera del ministero.

Il consuntivo si chiude con un disavanzo di 15 milioni di euro a cui si aggiungerà probabilmente il valore di alcuni immobili messi in vendita da tempo e che il Comune non è più in grado di far fruttare: non possono esse conteggiati come entrata certa.

 Il Municipio proporrà un piano per recuperare questo scarto e il ministero dovrà valutare se concedere - come piazza Matteotti spera -  che il percorso possa essere gestito a livello locale.

Un piccolo sospiro di sollievo arriva, invece, sul bilancio previsionale per cui il Viminale ha concesso una proroga a settembre: qualche mese in più per mettere ordine tra i conti. Soprattutto, è solo a partire dalle cifre del consuntivo e dal piano di rientro del disavanzo che l’amministrazione potrà programmare la previsione sulle cifre di fine anno.

Il clima è di grande attenzione, spiegano da palazzo di Città: tutti impegnati, senza polveroni o polemica. Del resto, «non credo che una comunità piccola come quella lucana possa trovare alcun giovamento nelle guerre di campanile, dovremmo invece sentirci tutti affratellati. Tutti dovremmo mirare a una gestione della cosa pubblica fatta con equilibrio, sobrietà, efficienza». Dal canto suo, promette che «l’impegno richiesto sarà lo stesso investito».

s.lorusso@luedi.it

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