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Anche le donne del Pd pensano alle Primarie
e lanciano l'idea di un candidato in rosa alla Regione

Calabria

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LAMEZIA TERME – Il Pd calabrese, maschio e a tratti maschilista, si è preso una pausa. Siccome in politica il vuoto non esiste, ecco che le donne dem hanno preso questo spazio. In realtà l’adunata delle donne era in calendario da tempo e le circostanze hanno voluto che la vetrina di ieri fosse tutta per loro. La riunione è nata da un’idea di Tonia Stumpo, dirigente Crotonese, che ha messo a fattor comune con le colleghe la possibilità di confrontarsi su un tema sempre all’ordine del giorno nella società italiana. La parità di genere, declinata in tutte le sue possibilità applicative e in tutti i consessi istituzionali e di organizzazione interna di partito. Alle corte: le donne hanno acceso la freccia del sorpasso. Vogliono strada e hanno intenzione di prendersela. Sicché ieri mattina, nella sede regionale del Pd, si è formato un parterre di tutto rilievo. Con la ministra Maria Carmela Lanzetta, che poi ha concluso l’iniziativa, c’erano la senatrice Doris Lo Moro e le parlamentari Enza Bruno Bossio e Stefania Covello. E di fronte a una platea di dirigenti provenienti da tutta la regione. 

 
Il dibattito produrrà un documento di lavoro e avvierà un percorso su tutta la tastiera dei temi che riguardano quella che è stata ripetutamente chiamata “civiltà di genere”: non un pezzo di tutto, ma l’altra metà del cielo. Significati, ruoli, compiti, spazi di movimento e d’azione. E della vicenda delle primarie calabresi che si dovrebbero tenere il 28 luglio? L’argomento è stato introdotto da Valeria Capalbo e da Franca Fortunato, «perché non si propone una candidata donna?».
 
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