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Il fronte di Braia “scricchiola”
E Margiotta boccia la proposta dei civatiani

Basilicata

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POTENZA - E’ arrivata da Margiotta la replica alla proposta avanzata ieri mattina dal presidente del Consiglio regionale Piero Lacorazza, main sponsor politico di Dino Paradiso nella corsa alla segreteria regionale del Pd.

Una replica che già per il tempismo sembra un segno rivelatore di chi fosse il suo reale destinatario. In più coincide con i primi scricchiolii del fronte a sostegno di Luca Braia, dopo la riunione post voto dei margiottiani ha fissato la linea dell’attendismo, abbandonando il sostegno incondizionato all’ex assessore regionale.

«Rinnovamento, cambiamento, unità, inclusione, restaurazione: leggo parole, sento suoni... non vedo idee...» E’ stato il tweet domenicale di Margiotta, che ha pubblicato anche una foto del mare di Punta Infreschi, a Marina di Camerota. 

E «progetto, cambiamento, unità e autonomia» erano state le 4 parole d’ordine di Lacorazza sabato mattina a Potenza assieme a Dino Paradiso e ai “loro”.

La contro-replica del presidente del Consiglio regionale è stata fulminea: «Chi si smarca, chi non si smarca, chi attende, chi non attende.... leggo parole e vecchie logiche #lucedelsole».

Poteva essere l’inizio dell’ennesimo battibecco tra i due, che da tempo non perdono occasione per scontrarsi a colpi di tweet, soprattutto quando le pause dai rispettivi impegni istituzionali consentono a entrambi di dedicarsi alla comunicazione politica.

Ma il senatore l’ha lasciata cadere precisando soltanto che la sua era una critica rivolta anche ad altri rimasti imprecisati.

Antonio Luongo? Oppure lo stesso Luca Braia sostenuto alle primarie meno di 2 settimane fa, che però da qualche giorno ha avviato un dialogo molto fitto con Lacorazza attraverso un pontiere d’eccezione come il governatore Pittella?

A chiarire meglio i termini della questione è stato Lacorazza che prima ha un po’ giocato sulle parole: «sì, io mi riferivo a chi si riferiva lui, non mi riferivo solo a lui». Poi è calato nei panni di chi detta la linea, invadendo il campo avversario come un giocatore di poker che va a vedere un possibile bluff: «Chi ha sostenuto Luca Braia continuerà a farlo». Infine ha ironizzato sul ruolo conquistato da Paradiso e i malumori tra i sostenitori dell’ex assessore. «Ho il dubbio Margiotta sia geloso del fatto che Dino Paradiso sia l’ago per cucire. Lui ha scelto Luca Braia fino alla fine».

Così al senatore non è rimasto che rispondere rivendicando la sua autonomia («Come direbbe un mio interlocutore, la mia posizione lasciatela dire a me») e

liquidando  con un «troppo simpatico» Paradiso che in serata si era inserito nel dibattito invocando il voto palese. 

La prova del nove sarà dunque lunedì  prossimo quando, a meno di rinvii in extremis dovrebbe riunirsi l’assemblea regionale appena eletta, e i 12 delegati “margiottiani” saranno necessari per l’elezione di Braia anche col sostegno di tutti e 17 i “civatiani” di Paradiso-Lacorazza-Santochirico. Ma potrebbero determinare anche quella di Luongo se dovessero convergere sull’ex deputato.

Intanto anche ieri il candidato più votato alle primarie è tornato a farsi sentire. «Non riesco a farmi una mezza giornata di mare! Va bene così! Buona domenica e buon sole a tutti!» Ha augurato l’ex assessore ad amici e parenti, prima di rivendicare gli 80 milioni di lavori stradali appena assegnati sulla Tito-Brienza e la Potenza-Melfi come «frutto del lavoro svolto» da via Verrastro. Con la speranza di tornare quanto prima a un incarico dove possa dimostrare quello di cui è capace.

l.amato@luedi.it

 

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