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"Aggiungiamo un delegato a Paradiso"
Luongo contro il rinvio dell'assemblea

Basilicata

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NON potrà certo essere un delegato in più o in meno a stabilire le sorti del congresso regionale del Pd. Ma se la questione è di tipo formale «si potrebbe assegnare alla lista di Dino Paradiso un delegato in più», in aggiunta a quelli eletti in base ai risultati delle primarie di sabato scorso.
Quella che propone Antonio Luongo, uno dei candidati alla segreteria regionale del partito, è la proposta, forse provocatoria, per rispondere alle richieste di Paradiso. L’attore, arrivato terzo nella recente sfida delle primarie, ha chiesto il rinvio dell’assemblea regionale, fissata per il prossimo 28 luglio, perchè sono ancora pendenti alcuni ricorsi sul risultato della consultazione aperta. La componente Paradiso è quella destinata a spostare con più forza il risultato della votazione congressuale. Con nessuno dei candidati arrivati alla maggioranza assoluta dei voti, l’elezione del segretario è stata così demandata all’assemblea regionale e al voto dei cento delegati eletti nelle liste delle primarie.
L’ex deputato, sostentuto da gran parte della dirigenza Pd, ha raggiunto il 40 per cento dei voti, fermando quella che era stata annunciata come l’avanzata senza freni di Luca Braia, ex assessore regionale, sostenuto dal governatore Pittella e stoppato a quota 43 per cento. Nella contesa alla segreteria pesa il ruolo di Paradiso che ha raccolto il 16 per cento dei consensi.
Rinviare o no?
«Pur comprendendone le legittime motivazioni, ritengo che la questione posta possa essere risolta politicamente aggiungendo ai 100 componenti proclamati dalla commissione regionale per il congresso un membro della lista Paradiso - scrive Luongo - Qualora i ricorsi venissero accolti, la composizione dell’assemblea muterebbe di un solo componente, a vantaggio della lista Paradiso e a danno di quella Braia, mentre la rappresentanza eletta a mio sostegno resterebbe immutata. In ogni caso non potrà essere un delegato in più o in meno a determinare l’esito congressuale ma solo un chiaro, limpido, innovativo e unitario accordo politico».
La motivazione politica che sta dietro alla soluzione formale è il rischio implosione: «Al di là della buona fede di tutti i protagonisti della vicenda congressuale, il rischio di una torsione politicista dell’esito delle primarie sarebbe dietro l’angolo. Rinviare l’assemblea del 28 luglio significherebbe procrastinare automaticamente la scelta del segretario regionale del Pd lucano a settembre, con il concreto rischio di far decantare il voto liberamente espresso da oltre 54.000 cittadini lucani». E Luongo non vuole.
In prospettiva: «Tante sono le imminenti sfide che attendono il Pd e la Basilicata e la principale forza politica di governo di questa regione non può non avere subito una guida autorevole, capace di affrontarle e vincerle, nell’interesse della comunità lucana».

 

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