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Il segretario del Pd di Matera per Luongo
«Braia ha provato a far cadere Adduce»

Basilicata

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“Luongo è la scelta migliore per la segreteria del Partito Democratico, non può fare segretario del Pd chi ha tentato con le proprie assenze ed astensioni di far cadere Adduce, un sindaco del proprio partito. Braia è una scelta di rottura all’interno del Pd, Luongo è invece l’unica opzione che può unire”. E’ intenso e convinto l’appello di Cosimo Muscaridola segretario cittadino di Matera del Partito Democratico, parole chiare ed un’analisi del voto ferma che però testimoniano anche le differenze che ci sono oggi all’interno del Partito tra parti che sembrano essere assolutamente inconciliabili.
L’esito del congresso ha lasciato tre minoranze ed un Pd spaccato, ora come se ne esce?
“Il Congresso non ha consacrato alcun vincitore ma una straordinaria partecipazione alle primarie del Pd, ha fatto emergere diverse personalità a cominciare da Dino Paradiso che ha militato nel partito senza essere però parte attiva e con il proprio vigore e la propria volontà è riuscito a contribuire ad un risultato importante come il 17% grazie anche alla spinta di uomini di primo piano come Piero Lacorazza. Quanto agli altri due mi pare che il risultato è chiaro. Braia non ha sfondato, men che meno nel Materano. Malgrado una campagna elettorale di quasi sei mesi con vele e manifesti ai limiti del regolamento ma l’exploit non c’è stato. Nel Materano si è fermato al 43% mentre Luongo ha preso il 47% sopravanzandolo nettamente. Luongo ha ottenuto un grande risultato smentendo coloro che speravano in una specie di cappotto su Matera e che si sono trovati spiazzati”.
Numeri alla mano la città di Matera ha però visto prevalere Braia, è un dato anche questo. Una sconfitta di questa parte del Pd?
“Io credo che il voto a Luongo, oltre 2200 in totale sia un risultato importante senza fare una campagna elettorale vera e propria e in un periodo nel quale anche parte dell’elettorato non è riuscito a partecipare al voto. Per me è anche un voto di incoraggiamento al sindaco Adduce e al lavoro dell’Amministrazione anche se noi non abbiamo mai voluto far diventare queste primarie un referendum sull’Amministrazione”.
Di fatto però Braia ha preso più voti, il referendum eventuale è stato perso?
“Non credo sia così perché non abbiamo avuto materialmente il tempo di dedicarci di più a quest’appuntamento. Con più tempo il risultato sarebbe stato ancora migliore”.
Ora cosa succede? Non teme che una così grande partecipazione popolare a queste primarie possa sentire il bisogno di voler scegliere il proprio segretario e quindi sentirsi tradita da altre scelte?
“Per poter scegliere con le primarie ci voleva un segnale chiaro sopra il 50 per cento che non c’è stato. Statuto a questo punto prevede chiaramente che sia la maggioranza assoluta dell’assemblea a scegliere il segretario del partito, un modo chiaro che era già previsto dall’inizio. Non credo ci sia alcun tradimento della fiducia popolare, spetterà al gruppo dirigente fare la scelta migliore. Per me in questo momento è senza dubbio Luongo”.
Perché?
“Perché usciamo fuori da un congresso e da primarie che hanno dilaniato il partito e ora è il momento di fare davvero e non solo a parole il rinnovamento. Io non credo possa essere segretario del partito chi ha tentato di far cadere Adduce, chi ha sostenuto assenze, astensioni e comportamenti che hanno rischiato di mettere in difficoltà un sindaco del suo stesso partito. Ritengo di aver imparato la lezione di Renzi meglio dei renziani della seconda ora. Bisogna sostenere fino in fondo il proprio rappresentante del Pd proprio perché rappresenta il Pd
Luongo ha le caratteristiche giuste per essere segretario del partito, ha sempre lavorato per l’unità, per tenere tutti dentro senza esclusioni”.
Ne uscirà un Pd spaccato?

“Io credo che chiunque non sarà segretario se ne dovrà fare una ragione alla fine. Io spero in un partito che governi unitariamente, che continui a sostenere Marcello Pittella come fatto alle ultime regionali e Gianni alle ultime europee. Un partito che non si divida e continui il proprio percorso politico anche quando il presidente della Regione, in base alle sue prerogative ma senza alcuna condivisione con il partito, scelga di nominare una giunta esterna. Il sostegno in Regione non è giustamente mai mancato. Ecco serve un segretario che garantisca questa unità”.
A Matera città si è già in campagna elettorale?
“Il lavoro svolto dall’Amministrazione viene percepito più all’esterno che all’interno come il sostegno autorevole del direttore del Sole 24 Ore a Matera e alla sua candidatura. Io ritengo che si stia lavorando bene, si cercherà di realizzare entro la fine dell’anno il trasferimento del mercato del sabato e la riqualificazione dell’ingresso di San Vito. Sono altre priorità in cantiere”.
E la ricandidatura di Adduce è legata all’esito di Matera 2019?
“Non credo, certo al momento è il caso di concentrarci su Matera 2019. Subito dopo provvederemo a riunire il centrosinistra e trovare la strada da percorrere. Adduce è certamente risorsa del partito e del centrosinistra”. Muscaridola non si sbilancia oltre, non teme le primarie ma fa intendere che la linea da percorrere è quella dello Statuto cioè quella che indica nella ricandidatura del sindaco uscente una strada maestra senza bisogno di ricorrere alle primarie. Anche questi temi da campagna elettorale sono destinati, ben presto, a diventare di stretta attualità. Prima Matera capitale della cultura 2019 e poi le Comunali per Matera 2015.

 

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