Salta al contenuto principale

A tre giorni dall’assemblea
i civatiani strizzano l’occhio a Luongo

Basilicata

Tempo di lettura: 
3 minuti 14 secondi

 

POTENZA - E se tutto fosse stato solo tattica? E cioè che lo schema Paradiso - Luongo fosse stato programmato da settimane? Difficile da comprendere e non è ancora detta l’ultima parola. Ma qualcosa sta avvenendo. Qualche indizio inizia ad esserci.

Da quanto si apprende, nelle ultime ore, dall’entourage di Paradido partono messaggi di stima nei confronti di Luongo.

Se sia la vigilia di un vero e proprio accordo tra il secondo e il terzo alle primarie di sabato 12 luglio è ancora presto per affermarlo. Fosse così però,  lunedì sera il Pd di Basilicata potrebbe eleggere il proprio segretario a margine della riunione dell’assemblea dei 100 delegati eletti lo scorso 12 luglio nelle Primarie che hanno visto oltre 55 mila lucani andare a votare in tutti i comuni lucani.

Non c’è nulla di ufficiale. Ma la sensazione è questa. Tanto più che anche Franco Labriola (uno dei sostenitori materani di Paradiso nell’intervista di Quarto) mette Luongo in “vantaggio” rispetto a Luca Braia nel aver mostrato, almeno per ora, una attenzione maggiore rispetto alle richieste programmatiche lanciate dallo stesso Dino Paradiso.

Al netto delle sensazioni di certo c’è che manca ormai pochissimo e tutto sarà finalmente deciso: tra 48 ore circa, il Partito democratico di Basilicata si riunirà nella sala convegni dell’Hotel Vittoria a Potenza per la prima riunione dell’assemblea elettiva del partito.

L’organismo di partito  composto dai 100 delegati che sono stati eletti per effetto dei risultati delle Primarie di due settimane fa. La regola è nota: serve il voto di almeno 51 delegati a favore di uno dei tre candidati. All’inizio dei lavori dell’assemblea si partirà con questi numeri: Luca Braia con 43 delegati a suo favore, Antonio Luongo con 41 e infine Dino Paradiso con 16. Nessuno da solo può farcela.

Ufficialmente si parla ancora di necessità di trovare l’unità. Ma nei fatti è caccia alle alleanze o addirittura al singolo voto. Perchè c’è l’incognità del voto a scrutinio segreto. Sulla carta tutti staranno al loro posto. Ma nel concreto nessuno al momento può assicurare che sia scongiurato il pericolo dei franchi tiratore. Lontano da occhi indiscreti ognuno vota chi vuole. Certo non sarebbe un segnale positivo per un partito che non finisce certo la propria missione lunedì sera. Se dovesse concretizzarsi una spaccatura quasi a metà con tanto di veleni non sarebbe facile per nessuno gestire i prossimi mesi. Dal presidente della Regione, Marcello Pittella (che sostiene Braia) fino al prossimo segretario. Per tutti sarebbe una partita inedita e complicatissima. Ma la situazione è questa. Certo in 48 ore può ancora succedere di tutto. E anche il rinvio di tutti i giochi a settembre rimane un ipotesi in campo più che possibile. Ad ogni modo Paradiso, i civatiani e anche Piero Lacorazza (il big più importante a sostegno del politico - attore di Bernalda) non sembrano più così fermi nel dire “no” a Luongo. Per dirla tutta, almeno per quanto riguarda Lacorazza, la posizione di apertura nei confronti di Luongo pare si sia iniziata a concretizzare per reazione alla presa di posizione romana e in particolare di Luca Lotti nei confronti di Braia. Ad ogni modo una cosa è evidente dal 12 luglio scorso: i 16 delegati di Paradiso sommati a uno degli altri due sarebbero determinati in ogni caso. E si torna al ragionamento dell’ago della bilancia. Poi se si preferisce cucire è un altro discorso. E Luongo che a pochi giorni dal tweet di Lacorazza (che definiva Paradiso “ago per cucire”)  si definisce sarto potrebbe essere un indizio. Non ancora una prova. Ma un indizio senz’altro.

s.santoro@luedi.it

 

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?