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L’analisi di Franco Labriola
«No a rinvii, si voti il segretario»

Basilicata

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«Lunedì io credo debba uscire un segretario regionale, basta deroghe, niente rinvii, noi abbiamo tracciato una strada chiara nel segno delle regole e dunque mi auguro che lunedì sera avremo una soluzione e un segretario».

Franco Labriola tra i primi e principali sostenitori di Dino Paradiso alla segreteria regionale del Partito Democratico spiega l’evolversi delle posizioni a poco meno di 48 ore dall’assemblea che dovrà nominare il nuovo segretario.

E proprio Paradiso con i suoi 17 voti in assemblea potrebbe svolgere il ruolo decisivo cioè quello di ago della bilancia.

Sulla questione però Labriola non si sbilancia e comincia con il sostenere: «noi abbiamo tracciato un percorso di cambiamento, abbiamo indicato alcuni punti programmatici, puntiamo a questo cambiamento.

 Io mi auguro che si definisce l’unità del Partito democratico ed in questo senso si dovranno impegnare i due esponenti che hanno avuto più consensi alle primarie. La responsabilità dell’unità e della sua realizzazione sta a loro, noi speriamo che si vada in quella direzione.

Se non troveranno una sintesi unitaria?

E’ chiaro che a quel punto dovremo fare una scelta ma si tratterà di una scelta comunque fatta in base alle indicazioni che pubblicamente in questi giorni Paradiso ha dato sui nostri programmi e le nostre idee.

In questo senso nelle ultime ore alcune dichiarazioni di Luongo rispondono ad alcuni quesiti programmatici che abbiamo posto. Risposte che da Braia non ci sono arrivate.

Un esempio? L’esempio è quello di porre un limite di due mandati che vogliamo sia un punto di riferimento che sia parte delle scelte anche in Basilicata. Sarebbe davvero un buon punto di partenza».

Queste ore serviranno, probabilmente, per serrare le fila e per far arrivare idee e proposte anche a Paradiso e ai suoi delegati nell’ambito di un ruolo decisivo all’interno dell’assemblea. Il punto di partenza rimane la necessità di non potersi arroccare nelle proprie posizioni e nel proprio programma perchè non c’è stata una vittoria di un candidato con il margine ampio e netto del 51 per cento.

«Noi pensiamo di aver spiegato alla luce del sole le nostre idee e su quelle e sul nostro programma vogliamo confrontarci in assemblea partendo dal presupposto che nessuno ha avuto il 51 e dunque può governare da solo e tranquillamente.

Io ribadisco che noi auspichiamo una gestione unitaria del programma e di alcuni suoi punti». Il compito di arrivare però a questa soluzione unitaria sta, sentendo Labriola, agli altri due contendenti che dovranno trovare una sintesi.

Se questa non ci sarà ed allora Paradiso e i suoi 17 delegati sceglieranno autonomamente ed oggi, l’impressione, è che Luongo abbia un vantaggio leggero ma significativo su Braia.

Labriola in questo senso non si sbilancia: «delle risposte su quesiti specifici, sul rinnovamento che avevamo chiesto ci sono arrivate e questo risulta per noi un passo in avanti».

Le prossime ore saranno probabilmente quelle dei contatti decisivi ed ininterrotti per arrivare, da una parte e dall’altra ad un’accelerata decisiva. Nel campo di Paradiso l’attesa continua a farla da padrona cercando di interpretare le mosse altrui.

E scartando decisamente l’ipotesi di un qualsiasi rinvio che possa lasciare ancora in sospeso la questione della segreteria regionale del Partito Democratico: «le regole contano più di ogni cosa per noi.

Aspettare non è più il caso, abbiamo fatto ricorso, sottolineato cose che non andavano. Chiesto a più riprese il rispetto delle regole.

A questo punto dobbiamo e mi auguro sarà così decidere e andare avanti».

p.quarto@luedi.it

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