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«Non sarei mai stato il candidato di una parte»
Parla Canale: ecco le scelte del Pd per le primarie

Calabria

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LAMEZIA TERME - «E' bene che si sappia che l’ipotesi di una candidatura unitaria proposta sul mio nome dalla segreteria regionale e avallata dalla segreteria nazionale, con la quale sono stato in contatto continuo, intendeva superare lo schema congressuale tra renziani e non. Proprio ciò che, invece, è accaduto». Lo ha detto Massimo Canale il cui nome era stato proposto come candidato unitario del Pd alle primarie del centrosinistra per la scelta del candidato alla Presidenza della Regione. 

Canale ha tenuto una conferenza stampa a Lamezia nella sede regionale del Pd. Un incontro con i giornalisti giunto dopo che il partito nazionale ha provato prima l'ultimo pressing nei confronti del magistrato Nicola Gratteri (LEGGI), quindi ha scelto il giovane sindaco di Pizzo, Gianluca Callipo (LEGGI).

«Ho sentito il bisogno di fare questa conferenza stampa dopo un mese di assoluto silenzio - ha aggiunto Canale - per dare la mia versione dei fatti. Si era lavorato, infatti, per raggiungere un duplice obiettivo: contare su un’unica candidatura del Pd alle primarie del centrosinistra e, al contempo, superare la fase congressuale attraverso l’unità delle varie aree. La mia candidatura, pur avendo raccolto la convergenza di civatiani, federazione di Reggio Calabria, Villella e di tutto il gruppo dei consiglieri regionali renziani, si è fermata nel momento in cui il presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio, contattato direttamente dal vicesegretario nazionale del partito, Lorenzo Guerini, ha ribadito di non essere disposto a ritirare la sua candidatura».

LEGGI IL LAVORO DI OLIVERIO VERSO LE PRIMARIE

«A questo punto - ha detto ancora Canale - è venuta meno la ragione stessa della mia candidatura, che non sarebbe stata più unitaria. Non potevo certo reinventarmi renziano. E, per questo, si ritorna allo schema congressuale tra i renziani, che hanno scelto legittimamente Gianluca Callipo, un loro esponente, e i non renziani, che sostengono Oliverio. Tengo inoltre a ribadire che non ero un candidato alternativo ad Oliverio, ma rappresentavo il candidato unitario delle segreterie regionale e nazionale. Candidatura che fallisce per la determinazione di Oliverio di rimanere in campo. In ogni caso - ha concluso - non avrei mai accettato di fare il candidato di una parte».

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