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Congresso Pd, A 24 ore dal congresso vince l’incertezza: Ancora nessun accordo e nessuna intesa

Basilicata

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In fondo è quasi fatta: mancano solo poche ormai. E finalmente si celebrerà il congresso regionale del Partito democratico di Basilicata. L’appuntamento con la riunione dell’assemblea regionale è alle 16 domani presso l’Hotel Vittoria di Potenza.

Per le previsioni è difficile che i lavori inizino puntuali. Più probabile invece che prima di procedere alla votazione dei 100 delegati - che con il loro voto sceglieranno il nuovo segretario regionale - ci saranno riunioni fiume dei colonnelli in qualche stanza adiacente. Nel 2009 quando lo stesso organismo del partito doveva decidere (alla fine prevalse Speranza) la stanza dei delegati rimase a fare anticamera per ore mentre i big trovavano un accordo dietro una porta ben chiusa.

Ad ogni modo a oggi non c’è nulla di nuovo. Due le strade possibili: o vince l’ipotesi del rinvio a settembre visto che non ci sono le condizioni per un accordo unitario in tempi stretti oppure si va al voto a scrutinio segreto dove può accadere di tutto. Si parte da 43 voti dei delegati a favore di Luca Braia contro i 41 di Antonio Luongo. Così vincerebbe il candidato renziano. Ma ci sono i 16 voti dei delegati di Dino Paradiso che ovviamente aggiunti a uno o all’altro potrebbero essere determinanti. Al momento tranne la sensazione di una maggiore “simpatia” espressa negli ultimi giorni dai civatiani nei confronti di Luongo nulla è scontato. Ma una cosa è certa: si dovesse andare a una vittoria risicata per uno o per l’altro sarebbe un “guaio” per il Pd che di fatto uscirebbe spaccato.

Per questo la soluzione del rinvio in extremis rimane sempre più che possibile. Intanto ieri Piero Lacorazza, presidente del consiglio regionale e sponsor di Dino Paradiso sul web ha fatto il punto della situazione: «Avevamo ragione. La nostra proposta oggi è condivisa da tanti, quasi tutti. In politica, si sa, le ragioni e i torti non contano o si raccontano come si vuole. Ma vale la pena lasciar traccia, almeno per avere punti fermi dietro di noi. Non si sa mai». Insomma Lacorazza non dice “io l’avevo detto” ma quasi. E poi continua: «Si è discusso più in questi giorni che non in quelli precedenti alle primarie. Abbiamo aperto il congresso. Pensateci: tutto si sarebbe chiuso il 12 luglio, senza dibattito. Lunghi mesi di confronto sul rinvio e poi il voto. Di proposta politica non se ne era vista tanta in giro. Ora siamo a fine luglio ma cosa sarebbe cambiato se avessimo aperto il congresso e svolto le primarie a settembre? Nulla dal punto di vista dei tempi della politica. Molto dal punto di vista dei temi della politica».

Lacorazza quindi rilancia: «E poi, in questi giorni si sono accesi i riflettori sulla proposta messa in campo da Paradiso e siamo ad un buon passo avanti. Mi pare infatti oggi condivisa la necessità dell’apertura di una nuova fase politica e di governo per la nostra regione. Se stessimo al politicismo ed alla tattica si potrebbe dire: missione compiuta. Ma non è così. Abbiamo parlato tra di noi, adesso dobbiamo parlare alla e della Basilicata, dei suoi rischi e delle sue opportunità.

Lacorazza nel ruolo di mediatore (anche se preferisce definirsi ago che tenta di cugire ndr) poi lancia l’idea di promuovere una conferenza di programma «insieme al presidente Pittella, ai parlamentari, al gruppo consiliare, ai nostri amministratori che coinvolga la società lucana».

Insomma Lacorazza si mette in “testa” a poche ore dal congresso è rilancia: «Dobbiamo avere la forza di ricostruire una missione collettiva che si riappropri del futuro della Basilicata. Facciamo ancora uno sforzo, usciamo dalle ragioni e dai torti, da chi sarà vincitore e vinto. E’ ora di provare ad unirsi per far vincere la Basilicata».

Intanto però cosa accadrà domani serà è ancora un mistero.  

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