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Per Luongo si apre il Paradiso
Colpo di scena all’Hotel degli Ulivi

Basilicata

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POTENZA - Luongo incassa l’endorsement di Paradiso. Blitz domenicale. I tre candidati alla segreteria regionale del Partito democratico si sono incontrati lontani da occhi indiscreti. Il vertice (a quanto pare promosso da Luca Braia) si è svolto presso l’Hotel degli Ulivi sulla Basentana sotto Ferrandina. Quasi a casa di Dino Paradiso (che è di Bernalda) ma grosso modo a metà strada tra Potenza e Matera.

E non sarebbe stato un incontro interlocutorio o comunque preparatorio dell’assemblea regionale che si svolge oggi a partire dalla 16 presso l’Hotel Vittoria a potenza. E’ stato un incontro quasi decisivo per le sorti del Pd lucano.

Dino Paradiso infatti a un certo punto ha detto senza mezzi termini di smetterla di girare intorno alle questioni. E quindi il candidato segretario che alle Primarie è arrivato terzo - eleggendo 16 delegati in assemblea - avrebbe detto chiaro chiaro: «I miei hanno deciso di votare Antonio Luongo».

Dalle autorevolissime indiscrezioni ci sarebbe stata anche la spiegazione che più o meno è questa: «E’ meglio che il presidente della Regione e il segretario del Pd non siano espressione della stessa area politica».

E sempre per rimanere alle indiscrezioni pare che siano rimasti sorpresi delle parole di Paradiso sia Luca Braia - che probabilmente ancora sperava di poter far suoi i voti dei delegati di Paradiso - ma anche il beneficiario e cioè Antonio Luongo che di fatto ora è lanciato verso la carica di segretario del Pd.

A conti fatti con i 41 suoi delegati più i 16 di Paradiso, Luongo potrebbe arrivare a 57 voti. Più della metà totale e una quindicina in più di quanti ne dovrebbe avere Luca Braia che con i suoi 43 delegati rimarrebbe al palo.

E quindi, se non dovesse accadere nulla nelle prossime ore, l’Assemblea oggi potrebbe incoronare il 56 enne Luongo a capo del Pd di Basilicata. Un risultato che ribalterebbe l’esito delle primarie del 12 luglio quando lo stesso Braia aveva ottenuto più voti (oltre mille più di Luongo). Ma le regole sono regole: se nessuno supera il 50 per cento più uno alle primarie il segretario lo elegge l’assemblea.

Ovviamente Braia non può averla presa bene. Nessun commento a caldo comunque. Ovviamente la questione diventa delicata. Da quanto si è appreso il presidente della giunta Marcello Pittella per scongiurare un voto dell’assemblea - che rischierebbe comunque di alzare la febbre nel partito - insisterà fino all’ultimo minuto per rinviare tutto a settembre. Ma da solo è difficile (visto che si è arrivati a questo punto) che ci riesca. Curiosità per la posizione di Piero Lacorazza che fino a qualche giorno fa era stato quello che più aveva spinto per il rinvio dei giochi a settembre. Ma ora? In fondo Paradiso è una sua “creatura” e se lo stesso candidato alla segreteria regionale ha detto che sosterrà Luongo qualcosa vorrà dire anche per Lacorazza.

Ma la strada è “pericolosa”. Di fatto l’eventuale elezione di Luongo andrebbe contro la maggioranza popolare espressa alle Primarie. Al netto della valutazioni di merito sulle regole, la strada per l’apertura di uno scontro frontale è spalancata.

Tanto più che negli scorsi giorni, nei corridoi del Palazzo, c’è chi anticipava che una eventuale forzatura per eleggere Luongo avrebbe potuto innescare una reazione a catena con i consiglieri regionali di area pittelliana (Giuzio, Robortella, Polese e forse Spada) eventualmente già pronti a lasciare il gruppo consiliare del Pd per raggiungere Bradascio in quello di “Pittella presidente”. Insomma guerra in vista.

s.santoro@luedi.it

 

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