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L'europa dalla A alla Z
Politiche, azioni, opportunità

Basilicata

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PENSAVO DI DEDICARE la lettera P al Parlamento europeo, ma riflettendoci credo sia molto più utile ed interessante parlare della programmazione e della progettazione, due aspetti fondamentali per l’Europa dei cittadini.  I programmi comunitari sono lo strumento attraverso il quale sono erogati i Fondi diretti: i finanziamenti gestiti direttamente dalla Commissione europea (CE) che arrivano sul territorio europeo senza passaggi intermedi. I programmi sono concepiti per supportare le politiche europee in diverse aree tematiche, hanno una durata pluriennale e vengono adottati, su proposta della CE, con Decisioni del Consiglio (o in co-decisione con il Parlamento europeo). Le varie Direzioni generali della Commissione amministrano i singoli programmi e ne sono responsabili in tutte le fasi, dalla progettazione all’erogazione del cofinanziamento, fino alla sua rendicontazione.

L’iter prevede l’attuazione dei programmi attraverso gli inviti a presentare proposte (calls for proposals), i cosiddetti Bandi, pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale dell’UE e disponibili in tutte le lingue, oltre ad essere resi noti attraverso le pagine internet ufficiali e delle varie Agenzie Nazionali che hanno la funzione di informare i cittadini e raccogliere le proposte di progetto.

Dal bando si evince la descrizione del programma, la relativa dotazione finanziaria, la procedura e i termini di presentazione delle proposte, l’importo del contributo finanziato dall’UE, i requisiti minimi per partecipare, i criteri di selezione. Inoltre, per supportare la progettazione, sono disponibili le linee guida del Programma (programme guide) e la guida per i proponenti (guide for applicants) che servono a recuperare altre informazioni utili.

I beneficiari possono essere autorità pubbliche, centri di ricerca, ONG, associazioni, università ecc. e solo raramente sono aperti a persone fisiche. Il requisito della transnazionalità è fondamentale, nel senso che i consorzi che presentano progetti devono essere composti da partner di diversi paesi europei; strettamente connesso a questo concetto è il “valore aggiunto europeo” richiesto alle proposte, ossia la chiara capacità di contribuire ad un obiettivo di interesse generale europeo, nei vari settori coperti dai programmi. Altri requisiti richiesti sono la sostenibilità e le metodologie innovative e riproducibili che assicurano al progetto efficacia e possibilità di essere replicato. Infine, si parla di cofinanziamento, nel senso che la sovvenzione, salvo rare eccezioni, copre solo una parte dei costi del progetto, che in generale oscillano tra il 50% e il 70% delle spese totali ammissibili. Come dicevo in precedenza, i programmi hanno durata pluriennale. E’ appena iniziata la programmazione 2014-2020 che ha come obiettivo la crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva. I settori coperti dai progetti sono praticamente tutti: dall’Ambiente (LIFE) alla Cittadinanza (europa per i cittadini), dalla cultura e l’audiovisivo (europa creativa) all’istruzione e formazione (erasmus +), dalla competitività delle imprese (COSME) all’occupazione e le politiche sociali (EaSI), dalla ricerca e l’innovazione (Horizon2020) alla tutela dei consumatori ed l’energia ed i trasporti.

La progettazione è un percorso difficile ed impegnativo, che però vale la pena intraprendere perché anche come cittadini possiamo contribuire alla costruzione del futuro.

Venendo all’attualità, possiamo accostare la P anche al semestre di presidenza italiana, che in questi giorni sta pubblicando le priorità: quelle disponibili ad oggi riguardano alcuni macro-temi. Si parla di libertà civili, di crescita e sviluppo, di miglioramento dei trasporti e di sostegno umanitario, di contrasto alla disoccupazione e di diritti delle donne. Non possiamo più permetterci di pensare al bene comune senza passare dall’Europa; ed è fondamentale che lo sappiano tutti.

 

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