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Pittella e Folino
C’eravamo tanto odiati

Basilicata

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POTENZA - C’è il rinvio, e anche il nome del nuovo segretario del Partito democratico lucano, ma nel giorno che segue al congresso del partito, a fare notizia è più di tutto l’animato scontro verbale tra Marcello Pittella e Vincenzo Folino, andato in scena lunedì pomeriggio nella sala dell’hotel Vittoria. Un momento che molti hanno giudicato non proprio edificante per la politica lucana. In cui la normale dialettica ha lasciato il posto alle reciproche accuse.

E dove, a scuotere molti delegati allo loro prima esperienza, al di là delle parole, sono stati i toni accesi della discussione. Uno scatto di nervi durante l’intervento del parlamentare - tanto che alcuni dei presenti, per qualche secondo, hanno temuto che potesse trasformarsi addirittura in uno scontro fisico - forse inopportuno ma non proprio inaspettato. Che tra i due non corra proprio buon sangue è fatto acquisito. Le frizioni, com’è ormai più che noto, vanno avanti da tempo. Nelle ultime settimane  hanno anche trovato ampio spazio sui quotidiani lucani con il botta e risposta aperto dalle dichiarazioni di Folino sulla rivoluzione mancata e il giudizio negativo sull’operato della giunta di esterni.

Le bordate tra i due, tra dichiarazioni esplicite  e messaggi in politichese, caratterizzano ormai quasi tutti gli incontri di partito. Ma nell’ultimo congresso il livello di tensione è andato oltre. Qualcosa del genere non si era mai visto nemmeno tra lo stesso Folino e l’ex presidente della Regione, Vito De Filippo, i cui rapporti non sono stati sempre idilliaci. E che solo, fino a un anno fa, hanno rappresentato all’interno del partito i due poli opposti della pila.

Tra Folino e Pittella, almeno in superficie, forse anche per ruolo interpretato, e non solo nelle istituzioni, ma soprattutto all’interno  del partito, le cose vanno anche peggio. La brace che cova sotto la cenere ci mette poco a prendere fuoco. Proprio come è accaduto lunedì scorso. Anche se per i due la lettura dei fatti è molto differente.

Per il deputato lucano quella dell’ultimo congresso non è stata altro che «normale e veritiera dialettica».

In cui Pittella che ha interrotto il suo intervento “avrebbe fatto comunque meglio a mantenere l’aplob che  gli spetta per il ruolo istituzionale che ricopre”.

Preferisce non aggiungere altro sullo scontro del congresso. Ma sceglie di pubblicare il video dello scambio di battute su youtube per mostrare appunto che tutto si è svolto, almeno da parte sua, nella massima correttezza.

 Il presidente della Regione, invece, non abbassa i toni  dello scontro: «Provocazioni? - risponde il governatore al Quotidiano - Quello di Vincenzo Folino è stato l’ennesimo intervento a gamba tesa infarcito di offese. Non questioni che attengono alla politica, ma continue accuse personali che non possono trovare spazio in congresso di partito».

Nella replica del giorno dopo, il governatore parte innanzitutto dalle precisazioni politiche: «Le continue incursioni sull’esecutivo sono assolutamente fuori luogo. Forse Folino non lo sa ma la scelta degli assessori è una prerogativa del presidente».

Questioni vecchie e nuove che si mischiano nello scambio di battute al vetriolo tra i due. «La verità  è che evidentemente Folino non ha mai digerito la mia vittoria alle primarie», dice ancora il presidente della Regione. Prima dell’affondo contro il parlamentare: «E’ abituato a utilizzare il dibattito politico per vomitare veleno su quelli che considera i suoi avversari. Ma non posso tollerare che un uomo   senza garbo si permetta di attaccare in maniera poco educata me e la mia famiglia, che invece si è sempre contraddistinta per stile, garbo e rispetto istituzionale». «Quello che è intollerabile - continua Pittella - è che si consideri sempre come “il nuovo arrivato” della politica lucana, pronto a scaricare le responsabilità sugli altri,  legittimato a giudicare dall’alto, come se non fosse mai stato uomo delle istituzioni» E conclude: «Se devo essere costretto a queste continue invettive inopportune e ingiustificate preferisco tornare a fare il medico.

Questa non è politica».

m.labanca@luedi.it

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