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Primarie, clima rovente nel Pd dopo le candidature
Manoccio bacchetta Ciconte: «Ma non stavi con noi?»

Calabria

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CATANZARO - A poche ore dalla presentazione ufficiale delle candidature per le elezioni primarie del centrosinistra, nel Partito democratico crescono tensioni e divisioni. Il clima più teso è sicuramente quello di Crotone, dove è stata recapitata alla Federazione provinciale una lettera di minacce rivolta a dirigenti e rappresentanti istituzionali (LEGGI). 

Ma, appena sono state ufficializzare le candidature da parte della Commissione regionale, a tenere banco nei democratici calabresi è soprattutto il tema dei "cambi di casacca", specie quando questi coinvolgono personaggi in vista. Le primarie della coalizione sono ancora lontane, fissate per il 21 settembre, ma il clima è già molto surriscaldato tra i sostenitori dei tre concorrenti (LEGGI I PROFILI DEI TRE CANDIDATI). Tutto questo, mentre i tre candidati organizzano già i primi appuntamenti della lunga campagna elettorale. Gianluca Callipo sarà a Diamante venerdì 1 agosto, dove sarà intervistato dal giornalista Adriano Mollo per la sua prima uscita pubblica da candidato alle primarie. 

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Tornando, invece, al clima rovente in casa dei democratici, a finire per primo sul bando degli imputati è Vincenzo Ciconte. Contro di lui si è scagliato Giovanni Manoccio, dirigente regionale del Pd di area renziana. Il consigliere regionale è, infatti, passato dalla riunione a Roma della corrente del presidente del Consiglio dei Ministri ad una dichiarazione di sostegno nei confronti di Mario Oliverio. Così, Manoccio ha subito posto in evidenza il passaggio repentino: «Giovedì scorso assieme ad altri dirigenti del PD calabrese rappresentanti dell’area Renzi, abbiamo incontrato il vice-segretario Guerini e il sottosegretario Minniti , per la scelta del nostro candidato alle primarie. Tra i tanti interventi - aggiunge Manoccio - mi ha sorpreso la sagacia e la saggezza dell’On. Ciconte il quale prendendo subito dopo le relazioni introduttive la parola, con sopraffina esposizione lessicale e con appropriatezza semantica, ha spiegato all’uditorio il perchè si fosse, in un primo momento, dissociato dalla scelta di candidare l’avv. Massimo Canale alla Presidenza della Regione, e di essere ritornato a far parte dell’area quando la scelta del competitore all’On. Mario Oliverio è ricaduta sul sindaco di Pizzo Gianluca Callipo». 

LEGGI L'ARTICOLO SULLA PRESENTAZIONE DELLE CANDIDATURE

Una condizione che ha fatto partire l'affondo del sindaco di Acquaformosa: «Lo stesso On.Ciconte ha proferito ed elargito consigli spassionati al candidato Callipo, dichiarando di mettersi a disposizione del progetto "renziano", e auspicando che le scelte future non avrebbero penalizzato uomini di esperienza ,come per appunto la sua persona. Mi è subito parso chiaro - aggiunge - che l’on Ciconte ritenesse ormai chiusa la sua perenne transumanza che l’ha portato dal partito del Cavaliere a quello di Loiero, poi al Partito Democratico, aderendo al Progetto renziano. Nonostante la sottile leggerezza dell’essere, credevo in cuor mio, di non vedere più leggere sulle sue migrazioni partitiche ,sopratutto dopo essere stato indicato dal segretario regionale quale responsabile provinciale dell’area Renzi, mi dicono con somma sorpresa dei tanti seri renziani della provincia di Catanzaro. Ma ecco che senza nessun pudore,in modo repentino degno del miglior Usain Bolt - conclude Manoccio - lascia il bravo Callipo per salire sul taxi del On.Mario Oliverio, e lo fa sfoggiando tutto il repertorio degno di chi non vuole perdere la "corsa"».

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