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L'Europa dalla A alla Z
Politiche, azioni, opportunità

Basilicata

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L’UNIONE EUROPEA ha tra le sue priorità quella di tutelare i suoi cittadini, anche per quanto riguarda la qualità della vita.

Motivo per il quale dedico la Q a questo tema che oltre ad essere fondamentale, è particolarmente delicato, soprattutto in questo momento storico. 

La direzione generale salute e consumatori lavora per rendere migliore la vita degli europei e lo fa anche tentando di tutelare i consumatori. La nuova direttiva europea dei consumatori, infatti, potenzia i diritti per qualsiasi acquisto effettuato nel territorio europeo, sia online che direttamente nei negozi.

Anche le imprese gioveranno di queste nuove norme, che mirano a creare condizioni di parità e a rendere meno costoso l’invio dei prodotti e lo scambio di merci a livello transfrontaliero.

Ci sono una serie di novità introdotte da questa direttiva, tra le quali norme che dovranno garantire una maggiore trasparenza dei prezzi e l’eliminazione delle sovrattasse ingiustificate (ad esempio per l’uso delle carte di credito e per i servizi di assistenza telefonica).

Non solo, il periodo di ripensamento raddoppia da 7 a 14 giorni, per cui se un prodotto acquistato non corrisponde alle nostre aspettative, abbiamo due settimane per ripensarci.

I diritti di rimborso, inoltre, saranno più solidi e ci saranno tutele maggiori per arginare le “trappole” in cui si può incappare online, come hotel fatiscenti o pacchetti di offerta del tutto inesistenti. “Una maggiore armonizzazione dei diversi aspetti delle differenti normative nazionali, dunque, che garantisce al consumatore gli stessi diritti in tutta l’UE e, contemporaneamente, semplifica le normative per le aziende, che disporranno d’ora in poi di maggiori incentivi per espandere le loro attività a livello trasfrontaliero” si legge nel comunicato ufficiale.

 E la qualità della vita passa anche dalla qualità dell’aria che respiriamo, per cui dobbiamo sapere che da Bruxelles c’è chi pensa anche a questo. La Commissione europea, infatti, ha aggiudicato 1 miliardo di euro di finanziamenti a 19 progetti con l’obiettivo di contrastare i cambiamenti climatici. La call of proposal (o bando, come spiegavo alla P) proviene dal cosiddetto programma NER 300, il più grande programma di finanziamento al mondo per progetti energetici innovativi a basse emissioni di carbonio.

Da sottolineare il fatto che “le risorse per il finanziamento dei progetti provengono da entrate derivanti dalla vendita di quote di emissione nel sistema ETS dell’UE (Emission Trading Scheme o mercato delle emissioni è uno degli strumenti scelti dall’Unione Europea per controllare ed abbattere le emissioni di CO2 e in generale di gas serra a livello internazionale, attraverso la quotazione monetaria delle stesse emissioni ed il commercio delle quote di emissione corrispondenti tra Paesi diversi nonché tra i singoli soggetti che sottostanno per obbligo - o partecipano volontariamente - al sistema). In questo modo chi inquina diventa l’elemento propulsivo dello sviluppo di nuove iniziative a bassa emissione di carbonio”.

In pratica, con i soldi di chi contamina l’ambiente, si pagano progetti che prevedono l’uso di tecnologie verdi. Saranno finanziate le dimostrazioni di tecnologie che potranno contribuire ad accrescere in tutta Europa la produzione da fonti di energia rinnovabili, oltre che tecnologie di cattura e stoccaggio del carbonio emesso. I progetti riguardano tutta una serie di tecnologie: bioenergia, energia oceanica, energia solare a concentrazione, energia fotovoltaica, energia eolica, energia geotermica, reti intelligenti e, per la prima volta, cattura e stoccaggio del carbonio.Connie Hedegaard, Commissaria responsabile per l’Azione per il clima, ha dichiarato: “Con questi progetti, che rappresentano una novità assoluta, contribuiremo a proteggere il clima e a rendere l’Europa più indipendente dal punto di vista energetico. Il miliardo di euro assegnato oggi consentirà di raccogliere altri 900 milioni di euro in investimenti privati: in Europa verranno spesi quasi 2 miliardi di euro per le tecnologie rispettose del clima. È un contributo alla riduzione della fattura energetica che ammonta a oltre 1 miliardo di euro al giorno, che l’Europa paga per l’importazione di combustibili fossili.”

 Un buon risultato che punta anche a rilanciare occupazione e crescita di un settore che è chiaramente proiettato al futuro, ma con i piedi ben saldi nel presente. E decidere di farne parte o meno è una scelta nostra, di cui non potremo lamentarci con nessuno. Perché la legge non ammette ignoranza, sia per i doveri che per i diritti, ma anche per le possibilità che abbiamo come cittadini europei.

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