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E se il prescelto fosse Paradiso?
Congresso Pd, non si escludono colpi di scena

Basilicata

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POTENZA - E se fosse Paradiso il nome che mette tutti d’accordo? Un’ipotesi più suggestiva che concreta ma che ieri ha iniziato a circolare con insistenza. In pratica potrebbe essere questa la linea imposta da Braia - Pittella per tentare di forzare le posizioni oramai cristallizzate tentando con un vero e proprio colpo di scena di mischiare le carte.

Un’azione che rovescerebbe di fatto tutti gli schemi tentati finora per tentare di trovare la sostanziale unità del Partito democratico lucano. Una mossa da giocatore di poker più che da stratega: far uscire il favorito allo scoperto con una puntata a sorpresa e vedere che accade mettendo il “terzo” in una difficile situazione. Ma sono letture in anticipo con i tempi. 

Ad ogni modo Dino Paradiso potrebbe essere il nome su cui Luca Braia stesso potrebbe chiedere di convergere tra qualche ora all’assemblea regionale del Pd. Di certo Braia potrebbe dirsi pronto a fare un passo indietro solo in cambio dello stesso da parte di Luongo. Una mossa che ribalterebbe lo schema di otto giorni che portava alla condivisione unitaria della segreteria regionale affidata ad Antonio Luongo sul doppio asse  agibilità del governo regionale e responsabilizzazione delle classi dirigenti per evitare il terremoto politico che una frattura del Pd post primarie comporterebbe.

Sta di fatto che a oggi gli otto giorni di riflessione extra non sono serviti a molto. Perchè il Pd è sempre diviso a metà nonostante il rinvio chiesto e ottenuto lunedì 28 luglio dal presidente della Regione Marcello Pittella. Rinvio che scade oggi.

Alle 16 quindi, si ricomincia dall’Hotel Vittoria e dai 100 delegati eletti per effetto dei risultati delle Primarie dello scorso 12 luglio. L’obiettivo è quello di sempre: tentare di tenere unito il partito democratico quanto più possibile. Finora più un sogno che una strada percorribile.

Otto giorni fa, per la cronaca, la riunione si chiuse senza votare per evitare la spaccatura e probabilmente l’abbandono della riunione da parte dei 43 delegati eletti nella lista di Luca Braia. Perchè durante le ore era diventato chiaro a tutti che si fosse votato, Antonio Luongo sarebbe stato eletto segretario regionale del pd con i voti dei suoi 41 delegati più 15 di Dino Paradiso. Insomma avrebbe ottenuto la maggioranza grazie al sostegno di Paradiso e Piero Lacorazza (sponsor politico del politico di Bernalda). Ma con il difficile compito di dover spiegare all’opinione pubblica perchè il primo alle primarie popolari nel frattempo è diventato nel frattempo minoranza del partito.

Oggi si riparte da questa considerazione e dall’impegno assunto da Marcello Pittella di provare a convincere una parte del partito a convergere sull’altra parte. Cioè convincere quel 43 per cento a sostenere un altro leader. Ovviamente avrà chiesto garanzie a Luongo. O le chiederà a margine della riunione di oggi. Ma di certo i braiani in questi giorni sono usciti allo scoperto sui giornali e sui social network protestando contro questa ipotesi. Per loro Braia ha vinto le primarie e Braia deve essere il segretario. Per questo Pittella potrebbe semplicemente dire che gli otto giorni non sono bastati.

Da queste posizioni, comunque, sembra difficile venirne a capo. Ci proveranno anche oggi pomeriggio i big democratici. Ma non sembra facile. Per questo l’operazione Paradiso segretario potrebbe essere se non quella vincente, almeno quella che sposta la discussione su un tema di confronto e non scontro. Alla fine comunque si voterà e ci sarà un segretario. Questo è certo.

s.santoro@luedi.it

 

 

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