Salta al contenuto principale

Le contraddizioni, dalla Regione al Comune
La difficile ricerca di una strada unitaria

Basilicata

Tempo di lettura: 
3 minuti 56 secondi

IL CONGRESSO e la scelta del segretario regionale del Partito Democratico rischiano di far emergere quelle che sono le tante, troppe contraddizioni che si vedono a livello locale. Matera in questo senso è specchio fedele di cosa succede all’interno del Pd lucano e di come sia difficile ad un occhio esterno riuscire a capire scelte, decisioni, dinamiche, prese di posizione che appaiono spesso in aperta contraddizione tra di loro.

Non è facile interpretare un partito che soffre maledettamente a livello locale e cittadino e che invece poi dimentica ogni fibrillazione nel momento in cui si tratta del segretario regionale. Le dinamiche appaiono sostanzialmente incomprensibili anche agli osservatori più attenti.

Così vale per l’escalation dell’area Antezza fortissima in città ma sempre isolata nel partito. Come fa oggi a rappresentare una novità assoluta?

Così come non si capisce come possano allearsi aree così diverse tra di loro come Luongo e Paradiso o per meglio dire come Adduce e Cotugno. Perchè ciò che li separa sul Mulino Alvino o su Matera 2019 poi li unisce nelle dinamiche congressuali? Cosa è che li unisce? E fino a quando? Cosa hanno in comune a Potenza che invece non si riesce proprio a vedere in Consiglio comunale e nella politica cittadina? Come è possibile trovare un accordo su Luongo e non riuscire ad esempio a farlo su una questione come quella del Mulino Alvino che continua a spaccare decisamente non solo la politica ma l’intero campo democratico in più parti?

Misteri indissolubili che sono da una parte e dall’altra ma che lasciano più che interdetti. Almeno i cittadini.

E’ probabilmente il bello e il brutto della politica ma sono scelte che oggi appaiono ai più  incomprensibili.

Matera racconta giornalmente queste contraddizioni, racconta di una giunta Adduce che aveva due assessori antezziani e l’appoggio pieno di quell’area politica e che oggi mostra, dopo la fuoriuscita di quella componente e con una giunta diversa molte più critiche, dubbi, osservazioni anche se mai una rottura forte e concreta.

L’impressione reale e costante è che ci siano due certamente ma probabilmente addirittura tre partiti in uno, una diversa sensibilità, un diverso modo di affrontare le questioni e i problemi.

Arrivare ad una qualche sintesi è difficile e la bagarre di queste ore continua purtroppo a dimostrarlo. Sotto alcuni profili risulta difficilmente comprensibile anche l’estrema ed importante partecipazione democratica che le ultime primarie hanno mostrato. Una partecipazione che non avrà probabilmente un riscontro concreto perchè di fatto e comunque non deciderà l’esito e la scelta congressuale.

LA PROSPETTIVA COMUNALI 2015 - Non di meno risulta evidente pensare che la ricostruzione plastica delle forze in campo oggi nella scelta del segretario regionale possa essere riproposta a livello comunale da qui a qualche mese quando la corsa per il sindaco di Matera sarà ufficialmente aperta. Ad oggi si parla e si discute  proprio di questo: di tre possibili opzioni che possano essere in campo per questa carica. Opzioni che, guarda caso, potrebbero coincidere proprio con le tre aree (Luongo, Braia e Paradiso) che si sono fronteggiate a livello regionale. Magari, per esempio, Adduce, Tortorelli e Cotugno. Ed appare evidente e chiaro che alleanze che oggi potrebbero nascere per motivi contingenti sono destinate inevitabilmente a cadere in scelte di campo territoriali come quelle che saranno fatte nei prossimi mesi. La partita del Pd in queste ore è anche una partita che punta decisa verso le Comunali materane del 2015. Una partita che esclude, ad oggi in maniera chiara, la possibilità di un candidato unico per quell’occasione.  Oggi non lo ammetterà nessuno ma di certo forze diverse ed in parte opposte rischiano di fronteggiarsi inevitabilmente. Il Pd sta dimostrando di essere tutto questo, molta tattica e poca capacità di tenere insieme realmente obiettivi e programmi che non possono cambiare da un territorio all’altro in maniera così netta ed inequivocabile.  La partita di oggi riveste dunque un’importanza particolare, spiana la strada alle scelte del 2015 ma lascia intravedere una qualche spaccatura che potrebbe essere comunque dietro l’angolo. Evitata in extremis al momento della scelta di Pittella, rischio evidente oggi in una sostanziale parità politica tra tre minoranze congressuali e prospettiva evidente anche per le Comunali di Matera 2015. Mettere insieme in tutto o in parte oggi Braia-Luongo e Paradiso è operazione ancora da completare. Mettere insieme domani Braia-Adduce e Cotugno appare quasi impossibile. Ma è l’emblema di quello che è oggi e sarà domani il Pd di Basilicata.

p.quarto@luedi.it

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?