Salta al contenuto principale

Fibrillazioni socialiste
Psi: Valvano sotto attacco

Basilicata

Tempo di lettura: 
4 minuti 27 secondi

POTENZA - Che ci fossero fibrillazioni intestine al Psi di Basilicata era chiaro a tutti. Anche al segretario regionale Livio Valvano che però ha minimizzato gli scontri e le polemiche  che sono avvenuti la settimana scorsa a margine della Direzione del partito in cui è stata composta la segreteria del Psi regionale.

Il nostro giornale ne aveva dato notizia resocontando i fatti e parlando di abbandono eccellenti delle riunione e di un clima di duello.

Ieri lo scontro diventa ufficiale: è stato redatto un documento che certifica una sorta di “sommossa” interna. In pratica in un documento ufficiale firmato da  18 esponenti della Direzione regionale del Psi su 48 (escludendo i 5 di diritto)  che rappresentano quindi circa il 40 per cento del partito, viene chiesto a Livio Valvano la convocazione urgente di una riunione del Direttivo. “Per rimettere al centro i temi politici” e non solo. Nel documento in cui si leggono le firme tra gli altri del segretario provinciale di Potenza, Franco Simone, del segretario dei giovani socialisti Raffaele Tantone e di altri dirigenti a partire da Rosario Sarubbi fino all’assessore provinciale Antonio Rossino ci sono delle critiche dirette alla guida del Psi lucano. Dalla composizione dell’ultimo organismo fino alla linea politica «non incisiva». Questo il testo del documento:

«Da tempo i socialisti lucani avvertono la necessità di ritrovarsi in un partito che sia maggiormente incisivo nell'ambito dei processi economici e sociali che interessano la nostra regione. Perché ciò avvenga è necessario un Partito socialista forte delle proprie convinzioni ideali e programmatiche, autorevole nei suoi rappresentanti, organizzato negli organi previsti dallo Statuto e nell'approccio alle questioni onde divenire realmente autonomo nell'azione politica. Ebbene il Psi lucano ha certamente dato prova, al congresso svoltosi nel febbraio scorso, di un fermento culturale e programmatico unico, dimostrando anche alle amministrative e alle europee dello scorso maggio di essere un partito elettoralmente forte.

Se da un lato ciò ci ha inorgoglito, dall'altro ha reso ancor più evidente ai nostri occhi quel differenziale politico fra quanto abbiamo fatto e quanto potevamo e volevamo realizzare in riferimento alle riforme del sistema economico, istituzionale, ambientale regionale messe in campo in questi mesi. Per tali ragioni, a distanza di sei mesi dallo svolgimento del congresso, si è invocata la convocazione della direzione regionale del partito per poter finalmente concludere l'iter congressuale attraverso l’elezione di un nuova segreteria e per creare un luogo politico ufficiale in cui poter discutere e confrontarsi in particolar modo sull'adozione di una linea politica che miri a creare quella Basilicata liberale, solidale e sostenibile che da sempre abbiamo in mente. La plenaria della direzione regionale che si è tenuta nei giorni scorsi non è stata invece all'altezza delle nostre aspettative. Ci si è limitati, ancora una volta, a occuparsi di questioni contingenti senza provare ad andare sino in fondo nell'analisi dei sommovimenti politici avvenuti a livello regionale, senza tentare di riempire di contenuti il silenzio assordante del nostro partito sulle grandi questioni del dibattito pubblico regionale, senza toccare alcuni argomenti, inspiegabilmente e paradossalmente considerati "tabù", come il tema della presenza dei socialisti nella giunta o quello della nostra condotta volontariamente sobria in tema di nomine, senza fare uno sforzo maggiore nel comporre un organismo esecutivo, rispettando le regole statuarie e quelle attinenti la sfera della lealtà che sono alla base di qualsiasi organizzazione politica.

Ci auguravamo in particolare una maggiore attenzione e una sostanziale condivisione nella composizione dell'organismo più importante di governo di un partito. Invece abbiamo assistito a lunghe dissertazioni sulla rappresentatività dei territori nonostante si avesse già in tasca l'equazione magica per determinarne la costituzione. Ciò che ha colpito ancora negativamente della relazione introduttiva del segretario, oltre all’assenza di un dibattito relativo ai componenti dell’organo esecutivo, è stato un evidente approccio superficiale e semplicistico circa i temi del nuovo welfare e dei rifiuti, temi per i quali non è accettabile che, in una regione in crisi come la nostra, ci si limiti a semplici enunciazioni di azioni politiche future ed eventuali.

La relazione del segretario regionale infatti priva di spunti politici e chiaramente sottesa soltanto alla approvazione di un elenco di compagni, ha conseguentemente comportato che, al momento della votazione, fossero presenti in sala solo pochi votanti rispetto ai cinquantatre aventi diritto creando così un paradosso inconsueto e cioè che il numero dei votati superasse quello dei votanti. Per questi motivi, in uno spirito costruttivo, richiediamo in rappresentanza di una parte consistente del partito, la convocazione di un nuovo Direttivo nelle forme previste dal nostro statuto, ovvero procedendo alla convocazione di tutti i membri del direttivo stesso regolarmente eletti in sede congressuale, correggendo le anomalie riscontrate nel corso dell’ultima direzione circa i componenti del direttivo stesso e circa la mancata convocazione di alcuni degli aventi diritto.

Con l’obiettivo che la richiesta di una nuova convocazione del direttivo possa essere una tappa importante per la costruzione di un partito più aperto e dinamico, ribadiamo con forza che la lealtà e il rispetto delle regole e per la personalità, la storia e l'impegno dei compagni, rappresentano dei limiti invalicabili per chi ha a cuore la crescita ed il futuro del socialismo e della nostra Basilicata».

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?