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Sant’Angelo Le Fratte
L’area industriale entra nel parco del petrolio

Basilicata

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SANT’ANGELO LE FRATTE - Con un emendamento presentato dal consigliere Paolo Galante, in fase di assestamento di bilancio, parte dell’area industriale Isca - Pantanelle e l’area Pip in zona Sant’Angelo Le Fratte sono entrati nel parco del petrolio. Un passaggio concluso a integrazione della legge 40: tutte le aziende dell’area industriale Isca - Pantanelle e quelle dell’area Pip potranno usufruire delle royalties del petrolio.

La storia  dura da circa 20 anni e riguarda un’area industriale che si trova su due territori diversi, nata tra Sant’Angelo e Satriano.

Nel 1995 solo una parte dell’area, pari al 35 per cento del totale, entrò nel perimetro del parco. E il pezzo considerato insiste sul territorio di Satriano. L’altra parte, seppur più ampia, ne fu esclusa. Nelle settimane scorse, l’assessore Liberali,  il vicepresidente del consiglio regionale Galante e i dirigenti degli uffici preposti dietro invito dell’amministrazione comunale di Sant’Angelo, hanno fatto visita alle aziende presenti, sia nell’area industriale che nell’area Pip, e si sono resi conto della situazione paradossale. Ecco allora l’impegno per porre rimedio al paradosso.

«L’operazione andava fatta già da tempo, anche perché  dell’area industriale – come ha spiegato Galante – non bisogna guardare i confini amministrativi ma quelli utili allo sviluppo del territorio».

Fin qui la vicenda, poi i commenti.

A seguito dell’approvazione dell’emendamento, il consigliere regionale Mario Polese ha fatto alcune dichiarazioni a cui replicano gli amministratori del posto.

«Dichiarazioni le sue inopportune e parzialmente false», dice il sindaco di Sant’Angelo, Michele Laurino.

Ecco alcune passaggi delle dichiarazioni di Polese: «Tale risultato ripaga il coraggio e la tenacia delle precedenti amministrazioni di Sant’angelo le Fratte che hanno, negli anni, più volte ribadito quanto spettasse alla comunità - aveva detto - Va dato atto all’ex sindaco di Sant’Angelo, Angelo Ruggiero, comune pioniere nella scoperta dell’oro nero, già nel lontano 1936, a Montepiano, di avere chiesto a gran voce  e nelle sedi istituzionali opportune, dal 2006, l’appropriato riconoscimento».

Anche altri hanno replicato dal Municipio. «Perché – sostiene Vincenzo Ostuni, segretario del Pd locale e vice sindaco del Comune - - Angelo Ruggiero, oggi non più nel Pd, ha fatto il sindaco per dieci anni, senza aver mai toccato il problema. Nella passata legislatura è andato in letargo e ora, essendosi candidato come sindaco nelle scorse amministrative, vorrebbe far credere di avere a cuore le sorti del proprio paese e quindi dell’area industriale? A noi – continua Ostuni - tutto questo non sembra vero e ricordiamo che ad aiutarci concretamente sono stati il consigliere Galante che si è reso promotore di un emendamento a correzione della legge 40, l’assessore Liberali e il presidente del consiglio regionale Piero Lacorazza che ha cercato larghe convergenze politiche per la soluzione del paradosso, contribuendo a far passare l’emendamento».

«Noi ringraziamo il consigliere Polese per aver votato il provvedimento, - dice Laurino - risolvendo così un problema paradossale e smantellando una struttura politica e burocratica a dir poco asfissiante per l’economia del territorio. Ora però - continua il primo cittadino –  dico al consigliere che le cose del passato non c’entrano, sono inopportune e perciò è inutile riesumarle. Solo ora – conclude Laurino - si sono create le condizioni politiche, anche per effetto della crisi,  e quindi si sono potute fare certe operazioni che abbiamo voluto con forza noi e sottolineo con forza. Quindi niente bugie, perché è arrivato il momento in cui le bugie in politica debbono essere messe da parte, prima perché non ripagano e poi perché, mai, come in questo momento,  i cittadini hanno  il diritto e il bisogno  di verità».

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